“STRATEGIE DI CONTRASTO DA PARTE DEGLI ORGANI COMPETENTI” MODENA

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Lo ha spiegato l’assessora Camporota in risposta a un’interrogazione di Piergiulio Giacobazzi di Forza Italia

“A seguito della trasmissione televisiva oggetto dell’interrogazione odierna, il 18 novembre scorso si è riunito un Comitato per l’ordine e la sicurezza specifico per discutere delle presunte irregolarità nei procedimenti relativi al rilascio dei nulla osta per l’ingresso in Italia dei lavoratori stranieri che avverrebbero nel territorio di Modena e provincia. Al riguardo, il Prefetto ha rappresentato che, a seguito di verifiche specifiche, era emerso che il fenomeno è già attenzionato”.

Lo ha spiegato l’assessora a Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale Alessandra Camporota rispondendo a un’interrogazione presentata giovedì 21 maggio in Consiglio comunale dal capogruppo di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi e dedicata all’inchiesta di Rete 4 sui nulla osta di lavoro fittizi per immigrati a Modena. Il consigliere, entrando nei dettagli dell’interrogazione, ha chiesto all’Amministrazione quali siano le procedure di controllo attualmente in vigore sul territorio comunale, se sia necessaria la presenza del datore di lavoro per il rilascio del nulla osta, se si ritenga necessario sollecitare la Prefettura a rafforzare i controlli relativi, se si ritenga opportuno attivare un tavolo tecnico sul tema e se siano presenti segnalazioni o esposti alla Polizia locale.

In risposta, l’assessora Camporota ha riferito che il Prefetto, nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, aveva fatto menzione delle diverse segnalazioni trasmesse alla Procura della Repubblica già nel corso del 2024 per situazioni sospette, tra cui “il disconoscimento da parte del datore di lavoro delle domande riguardanti il decreto flussi, l’alterazione della documentazione presentata o di documentazione asseritamente rilasciata dallo Sportello unico per l’immigrazione della Prefettura, oltre ad altre condotte fraudolente”.

L’assessora ha quindi spiegato che, in quella sede, il Prefetto aveva invitato i diversi soggetti istituzionali coinvolti nella gestione delle procedure a “individuare possibili azioni preventive finalizzate a intercettare eventuali tentativi di aggirare le disposizioni di legge per favorire l’ingresso illegale di stranieri. Contestualmente, i vertici delle Forze di polizia e il direttore dell’Ispettorato territoriale del lavoro, ciascuno per i profili di competenza, hanno illustrato gli accertamenti svolti nell’ambito dei singoli procedimenti e proposto possibili interventi per rafforzare l’efficacia dei controlli preventivi”.

“È stata quindi condivisa l’opportunità di trasmettere all’Arma dei Carabinieri tutti i procedimenti in essere per gli eventuali controlli sul campo, condividere con la Guardia di finanza, a cura dell’Ispettorato territoriale del lavoro, i nominativi degli asseveratori per le valutazioni di competenza e istituire un tavolo tecnico coordinato dalla Prefettura, con la partecipazione delle Forze di polizia e dell’Ispettorato territoriale del lavoro, finalizzato alla definizione di strategie condivise di prevenzione”, ha spiegato l’assessora.

Camporota ha infine ribadito che “per quanto riguarda la Polizia locale, non risultano segnalazioni specifiche sul tema”, sottolineando però che “come componente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il sindaco ha assicurato la massima disponibilità a collaborare con le Forze dell’ordine e con l’Ispettorato territoriale del lavoro per tutte le azioni di contrasto e prevenzione che la Prefettura riterrà opportuno predisporre”.

Dopo la trasformazione dell’interrogazione in interpellanza, Stefano Manicardi (Pd) ha invitato a riflettere sulle politiche legate al contrasto del lavoro irregolare, sottolineando che “non si può lavorare solo sull’emergenza partendo da un’inchiesta” e che questo significa “non affrontare l’argomento”. Ha quindi auspicato “politiche di integrazione e di verifica” e il contrasto verso “chi approfitta e lucra su queste situazioni”, giudicando positivo l’impegno dell’Amministrazione comunale nel presidiare il fenomeno.

Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha definito quello dei nulla osta fittizi “un fenomeno negativo collegato al decreto flussi”, precisando però che il decreto “favorisce l’ingresso di lavoratori regolari in Italia” e rappresenta “un’alternativa a quello irregolare e al fenomeno orribile dei barconi”. Ha quindi sottolineato la necessità di contrastare le organizzazioni che lucrano sugli ingressi illegali, evidenziando come “c’è un business che lucra sulla disperazione altrui” e che sottrae opportunità a chi potrebbe entrare regolarmente nel Paese.

Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha definito “deprecabile” il comportamento di chi sfrutta gli immigrati “per far soldi”, parlando di imprenditori che “si sostituiscono agli scafisti”. Ha sostenuto che il decreto flussi ha “una finalità molto intelligente”, perché consente a persone in condizioni difficili di trovare lavoro e “una vita degna d’essere chiamata tale”. Il consigliere ha quindi affermato che “il sistema di illegalità va condannato e punito duramente”, chiedendo di investire energie affinché l’immigrazione sia regolare e garantisca dignità a chi arriva per lavorare.

In replica, Giacobazzi ha evidenziato come il tema coinvolga diversi livelli di controllo e che “non possiamo lasciare i controlli solo a inchieste giornalistiche”. Giacobazzi ha quindi richiamato il “doppio profilo” della questione, legato sia alla sicurezza sia allo sfruttamento dei lavoratori, chiedendo di “tenere alta l’attenzione e i controlli” anche per l’impatto che il decreto flussi ha sulla vita quotidiana delle città e del mondo del lavoro.

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