L’eccellente batterista Gianni Cazzola, tra i musicisti più rappresentativi del jazz italiano

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Inizia a suonare alla fine degli anni Cinquanta nel circuito jazzistico milanese: con la formazione del chitarrista Franco CerriEnrico Intra, Nicola Arigliano e col direttore d’orchestra e arrangiatore Giulio Libano

Gianni Cazzola (nato a San Giovanni in Persiceto di Modena il 9 maggio 1938) è uno dei batteristi più importanti, prolifici e apprezzati della storia del jazz italiano. Definito dal celebre critico Arrigo Polillo come “l’Art Blakey italiano”, vanta una carriera eccezionale lunga quasi settant’anni e interamente dedicata allo swing. [1, 2]

Poco dopo entra nella formazione principe del jazz italiano di quel periodo, il quintetto Basso-Valdambrini, insieme a Renato Sellani al pianoforte e Giorgio Azzolini al contrabbasso. Suona regolarmente alla Taverna Messicana di Milano – uno dei primi locali in Italia dedicato ai concerti jazz – dove ha l’opportunità di incontrare importanti musicisti del jazz statunitense, come Billie Holiday, Duke Ellington, Count Basie e Stan Getz

Cazzola ha accompagnato Chet Baker in storici live nei templi del jazz e dello spettacolo italiano dell’epoca. Nel 1958 suona per la prima volta col trombettista americano Chet Baker, con il quale si esibisce in seguito alla Bussola di Viareggio e alla Taverna Messicana, con Giorgio Azzolini al contrabbasso e Gianni Basso al sax tenore.

Nella veste di session man, Gianni Cazzola collabora con numerosi artisti stranieri di passaggio in Italia: Johnny Griffin, Dexter Gordon, Pepper Adams, Art Farmer, Charlie Mariano, Kai WindingLee Konitz, Gerry Mulligan, Helen Merrill, Buddy Collette e molti altri

Nel 1969 incide il suo primo album dal titolo Abstraction, accompagnato da Cornelio Dattoli al basso elettrico e Oscar Rocchi al pianoforte

Tra la metà degli anni Settanta e gli anni Ottanta, collabora con Giorgio GasliniGuido Manusardi, Franco D’Andrea, Luca Flores e Massimo Urbani. Nel 1977 entra a far parte del trio del sassofonista Gianluigi Trovesi, con Paolo Damiani al contrabbasso, con il quale incide gli album Baghèt e il successivo Cinque piccole storie

Le sue spiccati doti strumentali, mutuate dall’ascolto sin da bambino dei grandi jazzisti del firmamento americano, hanno consentito a Gianni Cazzola di maturare diverse esperienze in ambiti musicali eterogenei, mainstream, free, avanguardia e musica leggera italiana

La collaborazione con Mina e di Lucio Battisti

Sebbene Cazzola sia una vera e propria colonna del jazz (soprannominato “Mr. Swing”), durante la sua lunghissima carriera ha prestato le sue bacchette ad alcune storiche produzioni pop della “Tigre di Cremona”. [1, 2, 3, 4] In particolare, ha suonato la batteria all’interno delle orchestre dirette da maestri del calibro di Augusto Martelli e Pino Presti. La sua firma ritmica è presente in brani immortali della discografia di Mina, tra cui: [1, 2] “E penso a te” (la celebre cover del brano di Lucio Battisti) In questo ultimo ambito partecipa con l’orchestra di Pino Presti all’incisione.

Nel 1988 fonda l’Italian Repertory Quartet con il pianista Marcello Tonolo, il contrabbassista Piero Leveratto e il tenorsassofonista Jacopo Jacopetti. All’inizio degli anni Novanta inizia la collaborazione con il trio del pianista Dado Moroni, con Rosario Bonaccorso al contrabbasso.

Nello stesso anno, il 1992, dà vita al Nuovo Sestetto Italiano, storica formazione degli anni Cinquanta, in cui sono presenti Roberto Rossi, Piero Odorici, Giampaolo Casati, Marcello Tonolo e Piero Leveratto

La formazione pubblica il disco Art Song, dedicato allo strumentista considerato da Gianni Cazzola un vero e proprio modello, il batterista afro-americano Art Blakey

Nel 2010 viene pubblicato il primo album omonimo del suo sestetto Blakey Legacy, formato dal sassofonista Emiliano Vernizzi, il pianista Simone Daclon, il trombettista cubano Gendrickson Mena Diaz, il trombonista peruviano Humberto Amesquita e il contrabbassista Roberto Piccolo

Durante la sua carriera Gianni Cazzola ha inciso numerosi dischi con prestigiosi protagonisti del jazz internazionale, tra cui, Paolo FresuFranco Ambrosetti, Eddie Gomez, Enrico Intra, Jerry Bergonzi, Sheila Jordan e Garrison Fewell

Discografia essenzialeAbstraction (1969 – Car Juke Box), Baghèt col trio di Gianluigi Trovesi (1978 – Dischi della Quercia), Alchemy in Jazz con il quintetto di Oscar Rocchi (1979 – Ring), Sharp Blues col Matt Jazz Quintet (1986 – Splasc(H) Records), Italian Repertory (1988 – Gala Records), Art Song col Nuovo Sestetto Italiano (1993 – Penta Flowers), Luca Flores, Gianni Cazzola (2003 – Splasc(H) Records), Live at Belzebù con il quartetto di Massimo Urbani (2004 – Philology), Blakey Legacy (201o- Music Center)

🎵 Progetti e Nuovi Talenti

Cazzola è da sempre attento alla trasmissione della tradizione jazzistica. Guida diverse formazioni come il Gianni Cazzola Standard Trio e lo Young Italian Quintet, con cui continua a esibirsi regolarmente portando sui palchi il repertorio dei grandi standard e l’energia del be-bop. I suoi brani e album più recenti sono disponibili sulle principali piattaforme di streaming come Apple Music e Spotify. [1, 2, 3, 4]

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