Conversazione con Antonio Fasiny, è un DJ e products discografico italiano di musica elettronica

Intervista di S.Francesco
https://soundcloud.com/three-hands-records/51-antonio-fasiny-for-radio –
https://www.instagram.com/fasinydj/ –
https://www.beatport.com/it/artist/antonio-fasiny/290039? –
https://soundcloud.com/three-hands-records/sets/th038-antonio-fasiny-my-life
Ciao Fasiny, dimmi cose è per Tè la musica? Domanda facile?
Non è affatto una domanda facile, anche se bellissima.
«Per me la musica è tutto,: è vita, è energia e, soprattutto, è l’unico linguaggio universale che non ha bisogno di traduzioni.
Vedi, quando sono dietro la console e vedo la pista che si muove all’unisono, mi rendo conto che la musica ha un potere magico: riesce a unire persone completamente diverse, con storie diverse, sotto lo stesso identico battito. Fin da quando ho iniziato a muovere i primi passi in Puglia, e poi portando i miei DJ set in giro per l’Emilia-Romagna, ho sempre vissuto la musica come un’esigenza interiore. Non è solo un lavoro o una passione; è il mio modo di esprimere quello che ho dentro, di raccontare una storia e di trasmettere vibrazioni positive a chi mi ascolta, che sia in un club affollato o attraverso la radio.»
Oltre alle serate che conosciamo che fai nei locali nel in puglia nel parmigiano, milano, modena, rimini mi vuoi parlare come siamo con le tue products?
—«Grazie per la domanda, perché ci tengo moltissimo. Le serate nei locali tra la mia Puglia, il parmense, Milano, Modena e Rimini sono l’energia vitale, il contatto diretto con la pista. Ma lo studio… lo studio è il luogo in cui metto a nudo la mia anima.
Nelle mie produzioni cerco di portare un’identità molto chiara. Non mi interessa seguire le mode passeggere o i trend commerciali del momento. Per me produrre significa lanciare un manifesto di libertà e autenticità, focalizzandomi al 100% sulla musica senza filtri o maschere.
Se guardiamo alle uscite più recenti, è stato un periodo incredibilmente intenso e produttivo:
- L’EP My Way: Pubblicato con gli amici della Ketrin Street Records, per me è un vero e proprio viaggio introspettivo. Include due tracce a cui tengo tantissimo: This Is The Way e This Is The Spirit. L’obiettivo di questo disco è far ballare l’anima delle persone prima ancora dei loro piedi, puntando su groove ipnotici e atmosfere clubbing ricercate.
- Il singolo U Get It?: Uscito sempre sulla label di Veron Ray, è una traccia che racchiude la mia filosofia electro-tek-house. È nata proprio per fare da ponte diretto tra il suono underground e la pista, rifiutando ogni tipo di etichetta imposta dall’esterno. Contiene anche i concetti espressi in tracce come No Name e No Face, che mettono al centro la musica eliminando la sovraesposizione personale.
- L’EP Monkey Dream: Uscito invece su Three Hands Records, con cui ho un bellissimo legame (hanno anche ospitato il mio podcast mixato per Radio Bruno Dance).
- La traccia principale e la versione Back To You (Deeptech Mix) esplorano sonorità ancora più profonde, ideali per i set notturni ed esigenti.
- E l’ultimo, di pichi giorni è: “My Life” è una release musicale, pubblicata il 15 ottobre 2026 dall’etichetta Three Hands Records. [1, 2]
- Nei DJ Set e la radio: Sono protagonista di serate ed eventi nei locali emiliani e collabora con format radiofonici; i miei mixati e DJ set di musica dance ed elettronica vengono trasmessi anche su emittenti di rilievo come Radio Bruno (nel format Radio Bruno Dance Mix). [1, 2, 3]
Diciamo che quando la traccia esce dallo studio e vedi la gente che reagisce in pista a Rimini, a Milano o a Parma esattamente come speravi mentre la componevi di notte…
–beh, quella è la soddisfazione più grande per un products.
Che ne pensi di questa evoluzione underground? e della musica che proponi tutte le tue serate – wawe drop?

«Questa è una bellissima domanda. Guarda, quando parliamo di evoluzione underground, per me significa una cosa sola: ricerca, cura del dettaglio e identità.
Nelle mie serate — che sia nei club in Puglia o quando suono tra il parmense, Modena, Milano, Rimini e i club della Versilia — la musica che propongo non è mai standard. Io amo fondere la ricerca sonora pura con l’energia che serve per far esplodere il dancefloor. Il mio set attraversa la house, la tech house, l’afro house, ma accoglie anche contaminazioni più ampie ed eleganti. L’underground oggi non è più “chiudersi in una nicchia scura”, ma è l’attitudine a proporre qualcosa di originale e di qualità a un pubblico che ha voglia di farsi trasportare.
E qui arriviamo proprio al Wave Drop! Hai toccato un tasto fondamentale. Il mio concetto di DJ Music Design Wave Drop mix è la colonna vertebrale dei miei set attuali, ed è proprio il focus che porto anche nei miei programmi e guest mix, come quello recente per Three Hands Records trasmesso su Radio Bruno Dance.
Per me, il “Wave Drop” non è solo il momento in cui la traccia riparte dopo la pausa. È un vero e proprio design musicale.
- La Wave (l’Onda): È la costruzione della tensione. Mi piace guidare la pista creando un’onda ipnotica, un crescendo mentale fatto di suoni eleganti, percussioni afro o sfumature deep-tech. Carico l’atmosfera, faccio viaggiare le persone, le unisco nello stesso mood.
- Il Drop: Quando l’onda arriva al culmine, si sprigiona l’energia pura del dancefloor. Ma il drop, in chiave elettronica e underground, deve sorprendere. Non uso i drop scontati della EDM commerciale; cerco il drop che ti colpisce allo stomaco con un groove di basso inaspettato, pulito, potente.
In ogni locale cerco di calibrare questa “onda” in base a chi ho davanti. Condividere la console in questi anni con giganti del settore mi ha insegnato proprio questo: la tecnica è importante, ma saper disegnare l’onda perfetta tra tensione e rilascio in pista è ciò che rende una serata indimenticabile.»
Da intervistatore, mi incuriosisce sapere come risponde il pubblico o preferisci spostarti su qualche aneddoto vissuto in console con i grandi artisti o usi le tue products?

«Questa è la domanda che chiude il cerchio, perché tocca il fulcro del mio lavoro: l’equilibrio tra quello che crei in studio e quello che succede in mezzo alla folla.
Per me le due cose sono totalmente unite. Nelle mie serate uso moltissimo le mie produzioni, ma non per una questione di ego, tutt’altro! Tracce come This Is The Way, U Get It? o Sowa nascono proprio per quel momento. Quando suono in un club, inserire un mio pezzo all’interno del dj set è il test supremo. Magari sto costruendo quel famoso “Wave Drop” di cui parlavamo prima, e nel momento di massima tensione della pista decido di sganciare una mia traccia. Lì vedi la reazione vera, senza filtri. Quando vedi le braccia alzate e la gente che salta su un groove che hai programmato tu, di notte, da solo in studio… beh, quella risposta del pubblico è un’emozione indescrivibile.
E questa risposta cambia molto anche in base a dove ti trovi: il pubblico della mia Puglia ha un calore e un’energia travolgenti, mentre nei club di Milano, del parmense o di Rimini trovi un pubblico molto attento alle sfumature, che apprezza la ricerca sonora e la cura del dettaglio.
Per quanto riguarda gli aneddoti in console con i grandi artisti, dividere la scena con pesi massimi del clubbing internazionale è una scuola pazzesca. Ricordo una serata in particolare in cui, prima di salire in console, parlavo nel backstage con uno dei DJ che ho sempre stimato. Gli ho fatto ascoltare una bozza di una mia traccia dal telefono. Mi ha guardato e mi ha detto: “Questa spacca, ma nel drop osa di più, togli quel synth e lascia solo il basso e la batteria. Fai respirare la traccia”. Quella sera ho capito davvero cosa significhi l’essenzialità dell’underground. Quando sono salito in console dopo di lui, ho suonato con una consapevolezza diversa, e da quel momento in poi ho sempre cercato di trasmettere quella stessa purezza nei miei set.
Alla fine, che io stia suonando una mia traccia inedita o che stia mixando subito dopo un grande ospite internazionale, l’obiettivo resta unico: creare una connessione reale con chi ho davanti e far sì che quella serata lasci il segno.»
Siamo arrivati alla conclusione di questa bellissima chiacchierata! , il futuro casa ci presenterai di nuovo, oppure preferisci che chiudiamo qui l’intervista con un messaggio speciale?
«Guardando avanti, il futuro è un cantiere aperto e pieno di energia! Non mi fermo mai: ci sono nuove tracce in fase di missaggio in studio in cui sto spingendo ancora di più sul concetto del Wave Drop, esplorando sonorità electro-tek e deep-house sempre più ricercate. Continuerò a portare i miei dj set in giro, consolidando le tappe tra Emilia-Romagna, Puglia e il resto d’Italia, e ovviamente non mancheranno i nuovi appuntamenti e i guest mix radiofonici per far viaggiare chi ci ascolta da casa.
Ma prima di salutarci, ci tengo a chiudere con un messaggio speciale per tutti i ragazzi, i clubber e gli appassionati che mi seguono in pista o sulle frequenze di Radio Bruno Dance:




