Il ministro degli Esteri è stato anche in vista ai feriti in ospedale a Modena. E’ tornata cosciente la donna tedesca di 69 anni che ha perso le gambe ed è uscito dal coma farmacologico anche l’uomo ricoverato a Bologna assieme alla moglie
TAJANI: “PAURA E TENSIONE NON COMPROMETTANO LA CAPACITÀ DI MODENA DI RIPARTIRE”
L’onorevole Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è intervenuto in Consiglio comunale nella seduta di lunedì 18 maggio incentrata sull’atto criminale avvenuto sabato 16 maggio nel centro storico di Modena.
Tajani è stato introdotto dal presidente del Consiglio comunale Antonio Carpentieri, che ha espresso, a nome di tutta l’Assemblea, vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie, definendo quanto accaduto “di una gravità inaudita” e sottolineando il bisogno di “unità e verità” della comunità modenese.
Parlando di episodio che “ha scioccato tutto il mondo”, Tajani ha invitato a guardare anche alla reazione della città e ai segnali positivi emersi durante la vicenda: “Ci sono state persone coraggiose che non si sono girate dall’altra parte”, ha affermato, ricordando i cittadini che sono intervenuti per fermare l’aggressore insieme alle Forze dell’ordine.
Il vicepresidente del Consiglio ha quindi invitato a evitare divisioni e strumentalizzazioni politiche in una fase tanto delicata: “In questo momento non credo sia giusto dividersi”, ha sostenuto, spiegando che l’obiettivo deve essere quello di permettere alla città di “riprendere la propria vita normalmente”, senza lasciare che paura e tensione compromettano la quotidianità dei cittadini. “La sicurezza dei cittadini è la prima delle libertà”, ha affermato, osservando che dalla tutela della sicurezza dipendono anche tutti gli altri diritti.
Alcune prime pagine di oggi:
– Il Giornale: “Attentato a Modena, l’ombra del terrore”
– La Verità: “Attentato in centro a Modena, risorsa in auto falcia la folla”
– Libero: “Auto sulla folla a Modena, l’attentato del nuovo italiano”








