di Francesco Rosano – https://corrieredibologna.corriere.it/–
Nell’aula della Regione la contestazione degli attivisti contro i centri per le espulsioni. Il presidente dem: «Non ho bisogno di essere appoggiato dal Pd nazionale, faccio parte di una comunità e do il mio contributo». L’incontro in Viale Aldo Moro con Igor Taruffi non è bastato a ricomporre le distanze

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«Non ho bisogno di essere appoggiato dal Pd nazionale: faccio parte di una comunità politica e do un contributo». Nel giorno in cui la sua apertura a un confronto con il governo su un Centro di permanenza per i rimpatri in Emilia-Romagna approda in Assemblea regionale — tra le polemiche di entrambi gli schieramenti e le proteste degli attivisti no-Cpr — il presidente Michele de Pascale tiene aperta la porta al dialogo con il Viminale. «Se c’è una discussione seria, l’Emilia-Romagna si siede e porterà tutte le criticità che ha delineato», dice il governatore, infastidito da chi lo accusa di sabotare Bologna a un anno dal voto: «La campagna elettorale del Comune interessa ai cittadini di Bologna, questa regione è un po’ più grande…». Ma dopo una settimana di prudenze e frizioni malcelate, dal Nazareno arriva infine uno stop del Pd nazionale: «Non riteniamo necessaria la costruzione di nuovi Cpr», mette nero su bianco Igor Taruffi, responsabile Organizzazione e braccio destro della segretaria Elly Schlein.
Le mediazione dei giorni scorsi
Già la settimana scorsa era stato necessario l’intervento del Nazareno per sanare la rissa politica tra il governatore e il sindaco Matteo Lepore che ha vissuto come un’ingerenza politica inedita (se non come un vero e proprio sabotaggio) l’accelerazione di de Pascale su un patto securitario con Roma che passi anche dalla possibile apertura di Cpr lungo la Via Emilia. La sintesi a cui si era arrivati — tenere fuori Bologna dal tavolo delle trattative con Roma — evidentemente non è bastata. E così lunedì pomeriggio, tra i corridoi di Viale Aldo Moro, ha fatto capolino Taruffi nel tentativo di ricondurre il presidente emiliano-romagnolo a più miti consigli.
Le linea del dialogo con Roma
A giudicare da come sono andate le cose ieri, evidentemente le distanze non si sono ricomposte. De Pascale, archiviata come «propaganda politica» l’intenzione di Piantedosi di aprire un Cpr a Bologna, resta dialogante. «Quando si calano le decisioni dall’alto si ribellano tutti», sottolinea il governatore dem, ma l’ultima telefonata con il ministro Piantedosi «è andata bene nella possibilità di riallacciare un dialogo dopo queste curve sbagliate». Poco importa che il Pd sia in stato di agitazione e gli alleati di Avs sembrino sempre sull’orlo della rottura («i Cpr sono un luogo di tortura gestito da privati», dice Simona Larghetti). Il governatore, incassata la protesta in aula di una ventina di attivisti no-Cpr, conferma la sua apertura al dialogo per provare a rendere «umani ed efficaci» i centri per le espulsioni. E rivendica il suo diritto di nuotare controcorrente nel Pd a guida Schlein.
De Pascale: «Stati generali sulla sicurezza»
«Il Pd si candiderà a guidare il Paese, scriverà nel programma quello che ritiene giusto, però io credo sia legittimo che chi ricopre un ruolo istituzionale stimoli un dibattito», rivendica de Pascale, che prova a tenere bassa la temperatura con la segretaria: «I problemi della sinistra con la sicurezza non iniziano con Elly Schlein, non mi sento di darle nessuna responsabilità, purtroppo sono molto più datati». Resta l’invito a fare di più: «Fra qualche giorno ci sarà a Milano un’importantissima iniziativa nazionale del Pd, una sorta di “stati generali” sulla sanità. Penso che sulla sicurezza possa essere opportuno un momento simile. Ci sono tante voci da ascoltare, a partire dai sindacati di polizia, sono certo che il Pd lo farà».
Lo stop del Nazareno
La risposta del Nazareno arriva qualche ora dopo con la nota del responsabile organizzazione Igor Taruffi che non concede molte sponde a de Pascale. Gli stati generali sulla sicurezza? «Il Pd nazionale in queste settimane è impegnato in un importante e prezioso percorso di ascolto del Paese incentrato su vari temi. La sicurezza è uno di questi». Un tema complesso, sottolinea l’ex assessore regionale, che «mal si presta a semplificazioni e a spot propagandistici». Il Pd «non ha mai fatto mancare il proprio contributo su questo tema. Partendo dall’assunto che tiene insieme prevenzione e repressione. È giusto interrogarsi su quali siano gli strumenti più efficaci — conclude Taruffi — ed è anche altrettanto chiaro che i Cpr hanno dimostrato tutti i loro limiti». Lo pensa anche la Rete no-Cpr dell’Emilia-Romagna, che venerdì si riunirà al Tpo per una «Assemblea regionale contro i Cpr e la nuova stagione repressiva».
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