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RISOLUZIONE PD: NO ALLA CENTRALIZZAZIONE DELLA SANITÀ – Muzzarelli –

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IL GOVERNO PARLA DI AUTONOMIA DIFFERENZIATA E POI TOGLIE POTERI ALLE REGIONI

“In termini reali, con il Governo Meloni il Servizio Sanitario Nazionale ha perso 13 miliardi di euro. La quota di PIL destinata alla sanità scenderà al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2029. La spesa sanitaria privata ha superato i 47,5 miliardi di euro nel 2024, di cui 41 miliardi spesi direttamente dagli italiani”, dichiara il consigliere regionale Gian Carlo Muzzarelli, primo firmatario della risoluzione presentata dal gruppo regionale del Partito Democratico che impegna la Giunta a promuovere, in tutte le sedi, la difesa del servizio sanitario pubblico, dell’attuale assistenza sanitaria territoriale e ospedaliera dell’Emilia-Romagna e delle competenze regionali in materia di sanità.

“A metà gennaio il Consiglio dei ministri ha approvato un Disegno di Legge di Delega che punta a riscrivere l’architettura dell’assistenza territoriale e ospedaliera e, più in generale, il modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale – continua Muzzarelli – A invarianza finanziaria, non soltanto le Regioni non sono state informate e hanno appreso delle novità dalla stampa, ma si vedono sottratte competenze”.

Sottolinea Muzzarelli: “Il Governo anziché accelerare nella difesa del servizio sanitario nazionale procede in retromarcia. Il ddl governativo è un’iniziativa sbagliata, che intende concentrare risorse a livello centrale sottraendole alla potestà regionale, a vantaggio di pochi grandi soggetti come i grandi ospedali, IRCCS, una parte del mondo accademico, enti privati. È una scelta che rischia di fare saltare il nostro sistema a rete, determinare una torsione del servizio sanitario mettendo al centro dell’interesse nazionale le strutture ospedaliere e comprimendo il ruolo della prevenzione, della medicina territoriale e dei distretti, che garantiscono risposte ai bisogni quotidiani dei cittadini. Dagli Ospedali di terzo livello agli Ospedali elettivi, il ddl del Governo porta grande confusione in un settore in cui le competenze erano chiare, e temo che il fine sia quello di indirizzare i cittadini verso la sanità privata, che è da sempre un obiettivo della destra. Lo stesso definanziamento del SSN va in questa direzione”. 

La risoluzione del Pd, ricordando anche precedenti votazioni dell’Assemblea legislativa, cita esplicitamente le priorità a cui rivolgere i finanziamenti: finanziamento del Servizio sanitario nazionale in proporzione al PIL del paese, in una percentuale non inferiore al 7,5%, riordino della rete ospedaliera, integrazione fra ospedale e territorio, rafforzamento delle relazioni fra singole componenti professionali, gestione del farmaco e sulle politiche di appropriatezza prescrittiva e buon uso. Per l’Emilia-Romagna il Servizio Sanitario Regionale è valore identitario per la salute, il lavoro e la vita della Comunità. 

A supporto della risoluzione commentano Paolo Calvano e Alice Parma, capogruppo e vice capogruppo del gruppo regionale del Partito Democratico: “Ribadiamo con forza che la difesa della sanità pubblica, universale e accessibile rappresenta una priorità assoluta della nostra azione politica, a tutti i livelli istituzionali. La riforma proposta dal Governo si muove in una direzione opposta rispetto a questo obiettivo: le Regioni, che in questi anni hanno rappresentato un presidio fondamentale di prossimità e qualità dei servizi, vengono esautorate proprio mentre si parla di autonomia differenziata. È una contraddizione evidente che dimostra l’assenza di una visione coerente da parte del Governo. A ciò si aggiungono le gravi criticità già esistenti, come la carenza di personale sanitario, condizioni di lavoro sempre più difficili e retribuzioni non adeguate alla responsabilità e al valore di chi opera ogni giorno per la salute dei cittadini. Richiamiamo il Governo a invertire la rotta, investendo risorse adeguate e restituendo piena dignità e centralità alla sanità pubblica, pilastro fondamentale della nostra democrazia e della coesione sociale del Paese”.

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