LIPOBANK, INTERROGAZIONE REGIONALE DI MUZZARELLI (PD)
Bologna
La medicina rigenerativa e ricostruttiva è una delle grandi frontiere della sanità. Un’esperienza importante è quella delle cosiddette “lipobank”, che si occupano della conservazione di tessuto adiposo grazie alla crioconservazione, che consiste nel congelamento a basse temperature, generalmente a -196°C, per mantenere inalterate le cellule e i tessuti.
La commercializzazione dei tessuti umani è vietata dall’ordinamento, pertanto la loro conservazione non può generare profitto, che deriva invece dalla somministrazione ai pazienti di terapie innovative nel libero mercato (per il pubblico c’è solo il recupero dei costi sostenuti, quindi).
Grandi prospettive per la ricerca e la cura, ma è anche un settore molto delicato.
Per questo il consigliere regionale Gian Carlo Muzzarelli (Pd) ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale se esista un quadro regionale delle strutture che utilizzano Lipobank e quante siano le convenzioni al momento attive o in fase di attivazione tra gli enti del Servizio sanitario regionale ed aziende private per la conservazione di materiale biologico.
“È importante, sottolinea Muzzarelli, che sia garantita la sicurezza delle procedure per i pazienti, e che i percorsi su questa nuova attività siano improntati alla massima trasparenza”.
Allo scopo di abbattere i costi di produzione, le aziende impegnate nella conservazione dei tessuti si avvalgono delle “biobanche”.
In particolare, in ambito pubblico sono attive numerose di queste “biobanche” per conservare tessuti umani destinati alla conservazione di campioni biologici per l’attività di ricerca futura o di cura.
La costituzione di tali strutture pubbliche è particolarmente onerosa, alla luce dei costi per l’acquisto delle apparecchiature e di gestione per assicurare il “freddo”.
Muzzarelli chiede quindi alla Giunta anche una valutazione circa il ruolo e le opportunità al riguardo del Servizio Sanitario Regionale.



