La danza torna ad incantare. A Riccione 20 giugno Notte Rosa con “Magia in movimento”

Sul palco di piazzale Roma Kledi Kadiu e le...

ALBERI, CITTÀ E IMMAGINAZIONE: ECCO IL PROGRAMMA DI ALBERI FESTIVAL LAB

Dal 17 al 19 aprile al Villaggio Artigiano Modena...

MODENA-CIRCOLAZIONE NOTTURNA SOSPESA TRA VIA DELLE SUORE E STRADA SANT’ANNA

Il provvedimento da domenica 12 aprile fino a metà...

Buselli in azzurro ai Mondiali di marcia a squadre. I giovani inaugurano la stagione estiva

Poche settimane di pausa e per il mondo dell’atletica...

LA BEFANA COMUNISTA CONSEGNA IL CARBONE ALLA RETTRICE DI UNIMORE PROF.SSA RITA CUCCHIARA

Date:

Rifondazione Comunista Modena

La Befana Comunista è andata all’Università di Modena e Reggio Emilia per consegnare simbolicamente un sacco di carbone alla rettrice, professoressa Rita Cucchiara, come atto politico contro la progressiva militarizzazione dell’Università e i suoi legami con il sistema militare italiano e israeliano.
Nel corso della sua attività professionale, la rettrice Cucchiara ha infatti promosso e coordinato, nel quadro di progetti accademici e scientifici internazionali, collaborazioni con università israeliane e ha diretto un progetto della NATO per lo sviluppo di un programma di riconoscimento facciale (BESAFE – Behavioral Learning in Surveilled Areas with Feature Extraction) in collaborazione con l’Università di Gerusalemme. Un progetto che si inserisce pienamente nel sistema di sorveglianza e controllo israeliano, utilizzato anche per il mantenimento delle colonie illegali nei territori palestinesi occupati.

Non meno grave è la recente decisione di aprire le porte dell’Università di Modena e Reggio Emilia a un corso di filosofia per cadetti, precedentemente respinto dall’Università di Bologna: una scelta che normalizza la presenza dell’apparato militare nei luoghi dell’istruzione.

Con questo gesto simbolico denunciamo il ruolo attivo di UniMoRe nel legittimare, attraverso la ricerca e la cooperazione accademica, un sistema di guerra, occupazione e repressione e chiediamo l’immediata interruzione di ogni relazione tra UniMoRe e il sistema universitario israeliano e istituzioni e aziende coinvolte, direttamente o indirettamente, nella produzione e fornitura di armamenti o in progetti a uso bellico o dual use.

La stessa richiesta la rivolgiamo alle istituzioni pubbliche modenesi, ai Comuni soci di aMo e ad aMo stessa, che continuano a mantenere rapporti con Tekapp, impresa italo-israeliana connessa al settore della difesa israeliana. È inaccettabile che enti pubblici continuino a intrattenere relazioni economiche e istituzionali con soggetti legati all’industria bellica di uno Stato responsabile di crimini contro l’umanità.

Di fronte all’inerzia e alla complicità della comunità internazionale, che rifiuta di imporre sanzioni contro i responsabili dell’annientamento del popolo palestinese, spetta alle istituzioni locali e accademiche assumersi una responsabilità politica chiara: interrompere ogni collaborazione, ogni accordo, ogni rapporto, anche economico, che contribuisca a legittimare il governo israeliano e il suo sistema istituzionale.

Uno Stato che da decenni impone un regime di apartheid al popolo palestinese e che oggi vede il proprio primo ministro e il ministro della Difesa accusati di genocidio davanti alla Corte Penale Internazionale non può e non deve essere considerato un interlocutore.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Articoli Popolari

More like this
Related

ALBERI, CITTÀ E IMMAGINAZIONE: ECCO IL PROGRAMMA DI ALBERI FESTIVAL LAB

Dal 17 al 19 aprile al Villaggio Artigiano Modena...

MODENA-CIRCOLAZIONE NOTTURNA SOSPESA TRA VIA DELLE SUORE E STRADA SANT’ANNA

Il provvedimento da domenica 12 aprile fino a metà...

Buselli in azzurro ai Mondiali di marcia a squadre. I giovani inaugurano la stagione estiva

Poche settimane di pausa e per il mondo dell’atletica...