Ultimi due appuntamenti per il Giorno della Memoria 2026 tra storie esemplari, scelte difficili e luoghi simbolo dell’accoglienza

Il programma per il Giorno della Memoria 2026, promosso dal Comitato per la Storia e le Memorie del Novecento del Comune di Modena, si avvia alla conclusione con due iniziative che continuano a interrogare il presente attraverso il racconto.
Martedì 3 febbraio, nella sala conferenze della biblioteca Delfini, la mattinata è dedicata a tre incontri in presenza a partire dalle 8.15 rivolti alle scuole secondarie di primo grado e al biennio delle superiori. Al centro c’è “La spada non mi ha salvata. La libertà, il coraggio, lo sport”, il racconto che Matteo Corradini dedica alla figura di Helene Mayer, campionessa di fioretto e protagonista di una vicenda umana e sportiva segnata dalle contraddizioni del suo tempo

Helene Mayer nasce nel 1910 a Offenbach am Main e, incoraggiata dal padre medico e allenata dal maestro italiano Arturo Gazzera, diventa un prodigio della scherma ancora bambina. A soli 14 anni conquista il titolo nazionale tedesco, che vincerà poi per sei volte consecutive. A diciotto anni non ancora compiuti ottiene la prima medaglia olimpica tedesca nella scherma femminile, ad Amsterdam nel 1928. È l’inizio di una carriera folgorante che la rende una delle eroine sportive più celebrate della Germania, conosciuta come “Blond Hee” e ricevuta dal presidente Hindenburg.
L’ascesa del nazismo e le leggi razziali cambiano il suo destino. Di origine ebraica, pur non praticante, Helene perde la cittadinanza tedesca e rischia di essere esclusa dalle Olimpiadi di Berlino del 1936. Il suo caso diventa internazionale e contribuisce al dibattito sul possibile boicottaggio statunitense. Alla fine, tra polemiche e compromessi politici, le viene consentito di gareggiare, unica atleta di origine ebraica a rappresentare la Germania nazista. Sul podio, dopo una gara combattuta con Ellen Preiss e l’ungherese Ilona Elek, Helene alza il braccio nel saluto imposto agli atleti tedeschi: un gesto che ancora oggi solleva interrogativi su consenso, costrizione e paura. La sua storia, segnata da talento, successo e ambiguità tragiche, diventa così occasione di riflessione sul rapporto tra sport, libertà e responsabilità individuale.
Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il numero 059 2032940 o scrivere a biblioteche@comune.modena.it.
Venerdì 6 febbraio alle 17.30 l’attenzione si sposta a Nonantola, davanti a Villa Emma, in via Mavora 39, per un’iniziativa dedicata ai luoghi della memoria. La Fondazione Villa Emma, insieme al Comune di Nonantola, propone una visita al sito “Davanti a Villa Emma”, quasi al termine delle lavorazioni di cantiere. L’appuntamento è pensato come occasione per presentare il progetto ad alcuni rappresentanti delle realtà culturali, formative e associative del territorio, rafforzando il legame tra la comunità e uno dei luoghi simbolo dell’accoglienza e della solidarietà durante la Shoah.




