Lo ha annunciato l’assessore Molinari rispondendo in Consiglio ad un’interrogazione del consigliere Alberto Bignardi
“L’Amministrazione sta valutando l’opportunità di varare un tavolo di coordinamento tecnico tra i gestori che gestiscono le colonnine di ricarica elettrica presenti sul territorio comunale allo scopo di massimizzare e accelerare il completamento degli accordi di interoperabilità e di individuare nuove politiche o azioni trasversali volte a migliorare l’accessibilità e l’affidabilità dei diversi servizi offerti”. Lo ha affermato l’assessore all’Ambiente Vittorio Molinari rispondendo in Consiglio comunale, lunedì 12 gennaio, a un’interrogazione del consigliere Alberto Bignardi (Pd).
L’interrogazione presentata dal consigliere Alberto Bignardi (Pd) nasceva dall’esigenza di fare chiarezza sullo stato delle colonnine di ricarica elettrica per auto presenti sul territorio comunale, con particolare riferimento alla loro interoperabilità, al corretto funzionamento e alle modalità di gestione del servizio. In particolare, Bignardi chiedeva all’Amministrazione se è stata effettuata una verifica sull’effettiva interoperabilità delle colonnine; se è previsto un piano di controlli periodici, anche tramite la Polizia locale, per verificare il corretto utilizzo degli stalli ed evitare abusi o occupazioni improprie, e se si intendano adottare ulteriori misure per migliorare l’accessibilità e l’affidabilità del servizio di ricarica, nell’ottica di sostenere concretamente la mobilità elettrica a beneficio della cittadinanza.

Nella sua risposta in aula, l’assessore Molinari ha richiamato il quadro di riferimento costituito dal Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), che prevede l’implementazione della rete di ricarica fino a raggiungere “l’obiettivo minimo di un punto di ricarica ogni 1000 abitanti”, obiettivo che già nel 2022 l’Amministrazione ha ulteriormente rafforzato portandolo a “un punto di ricarica ogni 500 abitanti entro il 2032” . Molinari ha inoltre chiarito che tutti gli operatori che installano colonnine su suolo pubblico sono vincolati da protocolli d’intesa che prevedono l’obbligo di interoperabilità e di manutenzione delle infrastrutture “al fine di garantirne il perfetto funzionamento per l’intera durata del Protocollo”.
Sul fronte dei controlli, l’assessore ha spiegato che il Comune effettua monitoraggi periodici e sopralluoghi, oltre a gestire le segnalazioni degli utenti, mentre la Polizia locale svolge attività di verifica sull’uso corretto degli stalli, con interventi e sanzioni già effettuati negli ultimi anni. Guardando alle prospettive future, Molinari ha infine annunciato che, “alla luce delle interpretazioni del concetto di interoperabilità e di potenziali criticità”, l’Amministrazione sta valutando l’attivazione di “un tavolo di coordinamento tecnico tra i gestori presenti sul territorio comunale” per “massimizzare e accelerare il completamento degli accordi di interoperabilità” e individuare “nuove politiche o azioni trasversali volte a migliorare l’accessibilità e l’affidabilità dei servizi” a beneficio dei cittadini.
Aprendo il dibattito, a seguito della trasformazione dell’interrogazione in interpellanza, Laura Ferrari (Avs) ha richiamato il legame tra mobilità, ambiente ed economia, ricordando come anche Modena soffre di un grave inquinamento urbano causato dal traffico e indicando nell’auto elettrica “uno degli strumenti più efficaci e concreti per ridurre le emissioni di monossidi di carbonio e polveri sottili”, sottolineando però le criticità legate al riciclo delle batterie e alla diffusione delle colonnine. Giudicata molto positivamente la scelta del Comune di puntare a “un punto di ricarica ogni 500 abitanti entro il 2032”, insieme all’istituzione di un tavolo tecnico sulla interoperabilità.
Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha evidenziato come la transizione all’auto elettrica ponga anche problemi di ordine sociale ed economico. Pur riconoscendo che è positivo favorire la diffusione delle colonnine, ha avvertito che “non si può tacere l’impatto sociale preoccupante”, legato ai costi elevati delle vetture e alle ricadute occupazionali nel comparto automotive. Secondo il consigliere, la transizione va accompagnata “con saggezza e prudenza”, senza forzature e in coordinamento con una filiera industriale adeguata.
A sua volta Dario Franco (FdI) ha riferito le segnalazioni dei cittadini sull’inefficienza delle colonnine, in particolare lungo i viali, spesso non funzionanti. Critico verso il Green Deal, il consigliere ha parlato di “furia ideologica” che avrebbe messo in crisi un settore strategico dell’economia locale e favorito una dipendenza globale dalla Cina. Pur riconoscendo che l’inquinamento è un problema serio, Franco ha comunque invitato ad affrontarlo “in modo non ideologico, ma costruttivo”, puntando su un servizio pubblico efficiente.
In replica Alberto Bignardi, ringraziando per la risposta ricevuta, ha detto di apprezzare l’obiettivo di arrivare a “un punto di ricarica ogni 500 abitanti entro il 2032” e l’attività di monitoraggio sugli stalli. Il consigliere ha però sottolineato che l’interoperabilità resta complessa e rischia di scoraggiare gli utenti meno esperti: “Ho l’auto elettrica da otto anni e so quanto sia importante semplificare l’esperienza quotidiana”, richiamando infine la necessità di ammodernare la rete elettrica e di sostenere anche le auto a idrogeno.



