Approvata la nuova legge regionale per la gestione dell’arresto cardiaco extraospedaliero

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Muzzarelli: ‘Scelta strategica per ridurre le morti da malattie cardiache’

Extraospedaliero e la promozione della cultura della prevenzione

L’Assemblea legislativa regionale ha approvato all’unanimità oggi pomeriggio, mercoledì 21 ottobre, la nuova legge regionale recante  

“Disciplina del sistema regionale integrato per la gestione dell’arresto cardiaco extraospedaliero e per la promozione della prevenzione collettiva, delle tecnologie e della partecipazione della comunità”, avente primo firmatario il consigliere regionale Gian Carlo Muzzarelli (PD). Muzzarelli ha sottolineato: “

Oggi è una giornata importante per la nostra comunità, per la sanità regionale e per la salute dei nostri cittadini. È diventato legge il testo che ho presentato insieme al collega Giovanni Gordini, per ridurre le morti cardiache improvvise, diffondere la cultura della prevenzione, aumentare la conoscenza dei defibrillatori e del loro uso corretto appena si presenta l’emergenza, e la loro capillarità sul territorio regionale. Sono obiettivi ambiziosi ma concreti e realizzabili”.”È stato un lavoro, prosegue Muzzarelli, che ha coinvolto cittadini, associazioni, medici e volontari, e ringrazio tutte e tutti coloro che in questo anno di lavoro hanno contribuito e partecipato per un testo condiviso ed efficace. Ringrazio la Dottoressa Francesca Coppi, responsabile del progetto “Cuore di Donna” e il Prof. Francesco Fedele, Presidente dell’Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari), e dedico questa legge agli Amici del Cuore e al compianto Gianni Spinella”. Non si tratta soltanto di un intervento normativo e tecnico per rendere sempre più efficiente il sistema di emergenza, ma di una scelta strategica orientata alla prevenzione collettiva, alla diffusione capillare delle tecnologie salvavita e alla promozione di una cultura della cura diffusa.
Investendo nella cultura della prevenzione e nella formazione dei cittadini (dallo sport alle associazioni), l’Emilia-Romagna trasforma la comunità in una vera e propria rete di soccorso, dove ogni individuo può diventare parte attiva della sicurezza di tutti.

I NUMERI
Quasi 1 decesso su 3 nel mondo è legato alle malattie cardiovascolari, che anche in Italia sono la prima causa di morte, essendo responsabili di circa il 31% dei decessi complessivi.
In Emilia-Romagna, su oltre 50.000 decessi totali in un anno, circa 15.000 sono attribuibili a eventi cardiovascolari come infarti e ictus.
A fronte del fatto che l’80% degli arresti cardiaci avviene in luoghi pubblici, in casa, o comunque lontano da un Ospedale, per ogni minuto che passa dall’arresto cardiaco senza massaggio cardiaco o defibrillazione, le probabilità di sopravvivenza scendono del 7-10%.
Dopo 10 minuti senza soccorsi, i danni cerebrali spesso diventano irreversibili.

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