Apprendiamo dalla stampa di una nuova denuncia, questa volta anonima, ai danni di una collegadell’Istituto “B. Russell” di Guastalla, a cui si attribuisce l’intento di indottrinare politicamente glistudenti.Posto che dare eco a denunce di fatto anonime apre il varco a calunnie prive di fondamento,introducendo un clima di sospetto e incentivando alla delazione, anziché al dialogo con la scuola e allacritica costruttiva, ci si domanda per quale motivo tali recriminazioni non siano arrivate alla direttainteressata o alla Dirigenza.
Ci si domanda inoltre come sia possibile che un certo modo di faregiornalismo prenda informazioni di questo tipo e le faccia diventare notizie senza alcun controllo dellefonti e senza alcun tentativo di accertare in primis la verità dei fatti.Sembra inoltre insolito che il testo della lettera non sia stato pubblicato per intero e che siano presenti,all’interno degli articoli, solo dei riferimenti ad un testo il cui contenuto originale non è stato condiviso,per quanto è dato di capire, neppure con i diretti interessati (istituzione scolastica e docente). Come docenti ed educatori/educatrici siamo chiamati/e ad assolvere al compito di istruire, masoprattutto di educare i cittadini di domani e lo dobbiamo fare fornendo loro gli strumenti per leggereuna realtà che necessita di essere interpretata. Pertanto, specialmente in determinate discipline, comeStoria e Filosofia, ma anche in Educazione civica in genere, è inevitabile toccare temi sensibili chepossono risultare divisivi sul piano ideologico.
Tuttavia, a scuola non si parla di partiti, la bussola perl’insegnante è sempre la Costituzione. Ora, da qualche tempo a questa parte, sembra che gli insegnantidebbano temere una denuncia se parlano di diritto internazionale, di diritti umani, di cambiamentoclimatico, di antifascismo, di libertà di espressione, di parità di genere, insomma se, diligentemente,assolvono al proprio dovere attenendosi ai valori costituzionali e alle più recenti indicazioni dell’Agenda2030.
A scuola non si può non fare politica se Πολιτεια è, appunto, “Cittadinanza” o “Costituzione” e le èaddirittura dedicata una disciplina. Sarà invece necessario non schierarsi con correnti politiche, nondare indicazioni di voto. Siamo profondamente preoccupati per i continui attacchi alla libertà diinsegnamento e per la crescente ingerenza nella vita scolastica di famiglie, influencer e soggetti esterninon meglio qualificati, spesso ignari di cosa significhi fare scuola. Con questa lettera aperta intendiamo, pertanto, esprimere la nostra piena solidarietà alla collega cheha subito questa segnalazione anonima, nella certezza della sua professionalità, fino a prova contraria, perché la presunzione di innocenza dovrebbe valere dentro e fuori dai tribunali: i processi mediaticisono certamente più rapidi, ma sono sempre sommari e, spesso, piombano sulle vite di personeinnocenti con un impatto devastante.
Siamo uomini e donne di scuola che credono ancora nel valore del rapporto tra docente e discente, nelpotere del dialogo maieutico, nel sapere e nel confronto dialettico come alimento della vitademocratica e chiediamo il rispetto che crediamo di meritare in virtù del ruolo fondamentale che la scuola riveste per la nostra società. Un gruppo di docenti reggiani di ogni ordine e grado, affiancato da alcuni cittadini.

Luttera al Giornale di Paola Sesti



