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Decreto semplificazioni edilizie: novità in arrivo su condoni e titoli

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Ecco cosa prevede il disegno di legge delega sul Codice dell’Edilizia sulle semplificazioni edilizie e le nuove norme sul condono

Architetto ingegnere mostra progetto edificio

Freepik

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Carlo Iacubino

Carlo Iacubino (Collaboratore di idealista news)

3 Gennaio 2026, 11:00

Il decreto semplificazioni edilizie si riferisce, principalmente, al disegno di legge delega sul Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni, approvato dal Consiglio dei ministri il 4 dicembre 2025. Il testo del provvedimento contiene norme di ricorso al silenzio assenso, di riordino dei titoli edilizi e di sanatoria più veloce dei lavori eseguiti prima del 1967, oltre a proseguire il tracciato già avviato dal governo con il decreto “Salva casa” e a riformare il Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001). 

Tuttavia, l’approvazione del disegno di legge non è che l’inizio di un iter legislativo che durerà parecchi mesi e che porterà all’approvazione del decreto semplificazioni edilizie

  1. Quando è entrato in vigore il decreto semplificazioni
  2. Cosa prevede la nuova sanatoria edilizia
  3. Cosa rientra in edilizia libera nel 2026
  4. Decreto semplificazioni edilizie e silenzio assenso
    1. Legge 182/2025: novità e semplificazioni edilizie
  5. Cosa prevede il decreto Salvini salva casa

Quando è entrato in vigore il decreto semplificazioni

Con l’approvazione del Ddl di riforma del Testo Unico dell’Edilizia, il Consiglio dei ministri punta a varare una serie di norme sul silenzio assenso, sulla sanatoria delle irregolarità – con una corsia preferenziale per i lavori più vecchi del 1° settembre 1967 – e sulla digitalizzazione delle procedure edilizie.

L’approvazione del testo porta nuove regole e procedure più lineari, l’accelerazione delle pratiche, in particolare quelle pendenti, e incentivi per chi sia proprietario di casa e per le imprese del settore edile. 

Tuttavia, ora che è stato approvato il testo, non rimane che affrontare il lungo iter parlamentare, prima di arrivare, probabilmente nel 2027, a un decreto legislativo sulle semplificazioni edilizie che costituisca un nuovo Codice dell’Edilizia a tutti gli effetti.  

Progetto dell'architetto

Freepik

Cosa prevede la nuova sanatoria edilizia

Tra i criteri contenuti nel testo, si enuncia la norma che regolarizza gli abusi edilizi realizzati prima che entrasse in vigore la legge numero 765 del 1967. La norma fa in modo, quindi, di restituire la regolarità e la commerciabilità degli edifici, in prosecuzione del tracciato di regolarizzazione e di semplificazione già intrapreso con la legge “Salva casa” (legge 105/2024) per la disciplina delle piccole irregolarità formali. 

Inoltre, il decreto delegato di semplificazione delle tolleranze edilizie dovrà contenere le modalità e i termini per definire le procedure amministrative legate alle pratiche di condono delle tre edizioni (1985, 1994 e 2003). 

Da questo punto di vista, i provvedimenti dovranno indicare qual è la data certa per concludere le attività istruttorie e l’adozione degli atti di conclusione delle domande di condono, buona parte delle quali risultano sospese da parecchi anni. 

Cosa rientra in edilizia libera nel 2026

Un intervento di grande rilievo che il governo dovrà affrontare nell’ambito della riforma edilizia del 2026 con l’adozione dei decreti delegati, è quello della semplificazione e del riordino dei titoli edilizi. Da questo punto di vista, il Testo Unico dell’Edilizia non ancora aggiornato contribuisce a creare un contesto di incertezza amministrativa e burocratica. 

L’impianto della norma punta a mantenere i tre tipi di titoli edilizi, ovvero la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e il permesso di costruire, ma si punterà a una più precisa associazione di ciascun titolo con la categoria di intervento e a “una complessiva modernizzazione” di tutte le procedure. 

Nell’ambito della chiarezza delle attività costruttive comprese in ciascuna categoria e dell’applicazione del relativo regime amministrativo, il decreto semplificazioni edilizie dovrà procedere anche con l’aggiornamento del perimetro dei lavori da eseguire in regime di edilizia libera per la cui esecuzione non si necessita di permessi e comunicazioni. 

L’obiettivo del riordino dei titoli edilizi è, pertanto, quello di incrementare la certezza del diritto, accelerando i tempi entro i quali devono essere conclusi i procedimenti, nonché di favorire la digitalizzazione delle procedure di avvio dei lavori in ambito edilizio. 

Decreto semplificazioni edilizie e silenzio assenso

In ambito di semplificazione delle procedure amministrative, il disegno di legge prevede il maggior ricorso al silenzio assenso in caso di inerzia della Pubblica amministrazione. 

In particolare, il provvedimento ammette il silenzio assenso “devolutivo” riguardante un’amministrazione differente da quella consultata. Con questo istituto si punta a velocizzare i tempi di risposta della PA e ad abbattere l’eccesso di burocrazia. 

La semplificazione realizza, inoltre, anche l’eliminazione delle duplicazioni mediante la presentazione di un’unica pratica per risolvere una pluralità di sanatorie oppure per ottenere più autorizzazioni riguardanti lo stesso lavoro. 

Ingegnere lavora a progetto di costruzione

Freepik

Legge 182/2025: novità e semplificazioni edilizie

Un’ulteriore semplificazione riguarda il rilascio del permesso di costruire per gli immobili vincolati. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale numero 281 del 3 dicembre 2025 della legge 182/2025, recante le “Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese”, si prevede, infatti, l’estensione del silenzio assenso anche al rilascio dei permessi di costruire sugli immobili vincolati qualora l’istanza presentata contenga già atti di assenso, nulla osta e autorizzazioni. 

L’articolo 40 della norma riforma, quindi, quanto prevede il comma 8, dell’articolo 20, del Testo Unico per l’Edilizia in merito ai permessi relativi a immobili soggetti a vincoli ambientali, idrogeologici, culturali o paesaggistici, situazioni nelle quali l’istituto del silenzio assenso non operava e lo Sportello Unico dell’Edilizia si appellava alla Conferenza di Servizi. 

Cosa prevede il decreto Salvini salva casa

I contenuti del disegno di legge di decreto semplificazioni edilizie proseguono il lavoro già cominciato con il “Salva casa”, diventato legge nel 2024. Con questo provvedimento si è dato il via libera alle regole di tolleranza e di sanatoria delle irregolarità formali

L’ambito di intervento della sanatoria 2024 riguarda la possibilità di tolleranza costruttiva, di aumenti di cubatura e di possibilità di rendere abitabili le mini-abitazioni. Il decreto interviene anche sui lavori in edilizia libera, semplificando l’iter burocratico per alcuni interventi all’interno delle abitazioni. Pertanto, con il decreto Salva casa le cui linee guida si possono reperire sul portale del MIT, il governo ha provveduto a: 

  • rendere abitabili i monolocali di 20 m2 (rispetto alla misura minima precedente di 28 m2) e i sottotetti, anche in assenza delle distanze minime tra gli edifici;
  • escludere il blocco agli interventi di riqualificazione di un’unità abitativa per difformità presenti nelle parti comuni di un condominio;
  • semplificare l’iter burocratico per i lavori in edilizia libera che si possono svolgere senza richiedere i permessi preventivi;
  • regolare il cambio di destinazione d’uso di un’unità immobiliare, sempre consentito a patto che l’utilizzo sia conforme a quello prevalente delle altre unità dell’immobile;
  • revisionare gli importi delle sanzioni per gli abusi edilizi che variano da un minimo di 1.032 a un massimo di 10.328 euro. 

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