“Compañeras y compañeros, amici, friends, comrades, compagni. Una giornata come questa è sempre stata il mio sogno
Essere qui insieme è importante: progressisti da tutto il mondo che condividono una visione comune per migliorare la vita delle persone, che combattono le stesse battaglie in Paesi diversi e in tante lingue diverse. Insieme è meglio che da soli. Insieme è meglio che divisi, e insieme è decisamente meglio che gli uni contro gli altri.
Voglio ringraziare tutti gli organizzatori. Ma uno, in particolare: Pedro (Sánchez, nda), grazie per la tua leadership. Grazie per aver dimostrato che l’agenda progressista funziona e porta risultati concreti alle persone, e grazie per aver usato quattro semplici parole: “No a la guerra”.
Grazie per aver difeso la nostra dignità. Queste guerre illegali devono fermarsi immediatamente. Noi non accetteremo di sostituire il diritto internazionale con la legge del più forte e del più ricco. Non accetteremo che persone come Musk guadagnino migliaia di miliardi di dollari mentre i suoi amici, Trump e Meloni, bloccano il salario minimo per milioni e milioni di lavoratori.
Non accetteremo di vedere le Nazioni Unite rimpiazzate da un tavolo di pace che non sta neppure costruendo la pace, perché non si può costruire la pace senza coinvolgere i palestinesi. Palestina libera.
Abbiamo bisogno del riconoscimento di uno Stato di Palestina accanto a Israele. Non accetteremo che venga rubato il futuro delle nuove generazioni negando il cambiamento climatico e continuando a dipendere dai combustibili fossili, perché abbiamo un solo pianeta. Non esiste un pianeta B e, in realtà, non siamo nemmeno proprietari di questo pianeta: siamo solo in affitto. Dobbiamo restituirlo dopo di noi.
Non dobbiamo lasciare il tema dell’internazionalismo ai nazionalisti, all’estrema destra nazionalista, perché il loro messaggio di odio e discriminazione prende sempre di mira gli stessi nemici in tutti i nostri Paesi. E i capri espiatori sono sempre la differenza.
Sono i migranti, le comunità LGBTQI+, le donne “troppo emancipate” secondo loro, i sindacati, i giornalisti indipendenti. Dobbiamo dirlo forte e chiaro: noi siamo dalla loro parte e continueremo a esserlo. Ogni giorno scelgono un nuovo nemico per distrarre dal fatto che non stanno dando risposte alle persone.
Ora però abbiamo davanti un’opportunità per una svolta storica. Adesso le persone hanno paura di loro, perché portano caos, perché portano incertezza, perché portano guerre, danneggiano le economie e arrivano persino a far sparare nelle strade delle loro città. Vorrei esprimere ancora una volta solidarietà al governatore Walz del Minnesota per quanto accaduto a Minneapolis, che ha sconvolto tutti.
Adesso tocca a noi dimostrare che siamo quelli in grado di offrire protezione e pace, di offrire speranza per un futuro migliore e più giusto. Per questo è così importante essere qui tutti insieme, stare uniti e rafforzarci a vicenda oltre ogni confine, perché abbiamo molto più in comune di quanto ci divida, perché condividiamo gli stessi valori.
E perché qui ho incontrato compagni e compagne dall’Europa, dall’America, dall’Africa, dall’Asia, e condividiamo quattro semplici parole, una visione comune che può cambiare il mondo: pace, democrazia, giustizia sociale e giustizia climatica.
Tutti insieme vogliamo migliorare la vita delle persone. Vogliamo buoni posti di lavoro e salari equi. Vogliamo sanità ed educazione per tutti. Vogliamo una crescita sostenibile e vogliamo energia pulita. Vogliamo case accessibili e vogliamo combattere i paradisi fiscali e tassare i miliardari.
Vogliamo una vera uguaglianza di genere. In Italia abbiamo una presidente del Consiglio donna, ma nonostante questo, nel mio Paese le pensioni delle donne sono state tagliate. Il lavoro di cura non retribuito grava sulle spalle delle donne e l’accesso all’aborto sicuro viene reso più difficile.
C’è una grande differenza tra una leadership femminile e una leadership femminista, perché è inutile avere una leader donna se non lotta ogni giorno per migliorare la vita di tutte le altre donne.
Siamo qui insieme per dire che un altro mondo è possibile, fondato sulla solidarietà e sulla cooperazione, sulla pace e sull’uguaglianza. Ed è questo il mondo che vogliamo costruire insieme a voi. Compagni, se le guerre continueranno, dovremo mobilitarci insieme, nello stesso giorno, in tutti i nostri Paesi, e farlo insieme per la pace e per l’uguaglianza.
Lasciatemi portarvi una buona notizia dall’Italia. Tre settimane fa abbiamo vinto un referendum costituzionale contro Giorgia Meloni. Quindici milioni di persone sono andate a votare contro il governo, la società civile si è mobilitata in tutto il Paese, ma a fare la differenza sono stati i giovani. Le donne hanno fatto la differenza per difendere la nostra Costituzione e l’indipendenza dei giudici. Hanno fatto la differenza anche in Ungheria, sconfiggendo Orbán e, con lui, anche Trump, Meloni e gli altri.
Il tempo della destra nazionalista è finito. Il tempo della destra nazionalista è finito. Non sono imbattibili. Possiamo batterli, ma devo essere onesta: per batterli dobbiamo ancora avere il coraggio di cambiare.
Dobbiamo aprire porte e finestre, soprattutto ai giovani, che troppo spesso non si sentono ascoltati neppure dalle nostre organizzazioni. Apriamo porte e finestre. Lasciamo loro spazio vero. E ho un messaggio per loro e per le donne.
Molte volte, quando vi impegnate in politica, qualcuno vi dirà che non siete adatti, che non appartenete a quel luogo, che non siete all’altezza di ciò che fate. Non ascoltateli. Avete tutto il diritto di partecipare e di cambiare il mondo.
Concludo così: possiamo batterli, ma non li batteremo inseguendoli sul loro terreno. Non li batteremo cercando di parlare la loro stessa lingua. Li batteremo se li costringeremo sul terreno per loro più scomodo, che è quello della giustizia sociale, della pace, della qualità della vita delle nostre persone.
Possiamo farlo insieme, restando uniti, per scrivere una pagina migliore per il nostro futuro, perché adesso è davvero il nostro tempo.
Grazie”.
Elly Schlein



