– Ha riconosciuto un aggressore
Cronaca – di Luisa Perri Secolo d’Italia
Un’aggressione in pieno giorno, sei uomini che lo circondano e un cacciavite utilizzato per minacciarlo. Momenti di paura per Fabrizio Corona, aggredito e rapinato proprio sotto casa sua, a Milano. L’ex re dei paparazzi, oggi protagonista del format social Falsissimo, si è ritrovato faccia a faccia con un gruppo di sconosciuti che gli ha sottratto alcuni gioielli prima di allontanarsi. Ma c’è un particolare, riferito dal suo avvocato, che potrebbe assumere rilievo nelle indagini.
Fabrizio Corona aggredito sotto casa: cosa è successo a Milano
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di sabato 10 ottobre, nella zona di piazzale Dateo, a Milano. Secondo la prima ricostruzione, Corona sarebbe stato accerchiato da sei persone, minacciato con un cacciavite e aggredito. Gli uomini gli avrebbero strappato due orecchini e due collanine, per un valore complessivo stimato intorno ai 400 euro.
L’ex fotografo ha riportato alcune escoriazioni, fortunatamente non gravi, tanto da non rendere necessario il trasporto in ospedale.
È stato lo stesso Corona, subito dopo l’accaduto, a chiamare il 112 per chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della Compagnia Monforte, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e a identificare i responsabili.
Il dettaglio raccontato dall’avvocato: «Parlavano con accento calabrese»
A rendere ancora più inquietante il racconto è un particolare emerso dalle parole di Ivano Chiesa, storico legale di Fabrizio Corona.
Intervistato dalla Tgr, l’avvocato ha spiegato che il suo assistito avrebbe notato una caratteristica nel modo di parlare degli aggressori.
«Fabrizio è stato aggredito fuori da casa sua da sei persone che stando a quanto ha intuito, da come parlavano, erano di origine calabrese. Mi ha detto che a parte qualche escoriazione, niente di grave. Ovviamente farà denuncia», ha dichiarato Chiesa.
Un elemento che resta una percezione riferita dalla vittima e non un dato accertato dagli investigatori. Al momento, infatti, non si conoscono né l’identità dei sei uomini né le ragioni dell’aggressione.
Secondo quanto riferito dal legale, Corona avrebbe anche cercato di difendersi durante l’assalto. Come riporta Il Giorno, l’ex paparazzo avrebbe anche riconosciuto un aggressore.
Le precedenti minacce e le telecamere acquisite dai carabinieri
Non è la prima volta, negli ultimi mesi, che il nome di Fabrizio Corona finisce al centro di una vicenda legata a presunte intimidazioni.
All’inizio di settembre, infatti, l’ex fotografo si era rivolto alla polizia dopo aver ricevuto, secondo quanto denunciato, messaggi minacciosi da due conoscenti del figlio Carlos. I due gli avrebbero chiesto 500 euro e, durante un successivo incontro, uno di loro avrebbe danneggiato il lunotto della sua automobile. La polizia era intervenuta denunciando i giovani.
Non risultano collegamenti accertati tra quell’episodio e quanto accaduto sabato a Milano.
Intanto i carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona di piazzale Dateo. I filmati potrebbero fornire elementi utili per ricostruire i movimenti degli aggressori e arrivare alla loro identificazione.




