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Da Mentadent ad Aquafresh: solo 4 dentifrici su 15 testati sono di qualità buona

Date:

Storia di Francesca Biagioli

Fonte: Altroconsumo

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Ci laviamo i denti almeno due volte al giorno, eppure quanta attenzione dedichiamo davvero alla scelta del dentifricio? Spesso ci affidiamo alla pubblicità, alle offerte, alle scritte sulle confezioni o, per pigrizia, continuiamo ad acquistare quello che abbiamo sempre usato. Ma i dentifrici non sono tutti uguali, e la differenza tra uno buono e uno scadente può riguardare la salute del nostro smalto nel lungo periodo.

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Per orientarci in questo mare di tubetti colorati, arriva in aiuto il nuovo test di Altroconsumo, che ha messo alla prova 15 dentifrici tra i più diffusi nella grande distribuzione italiana. I prodotti sono stati analizzati in laboratorio, valutati da oltre 700 consumatori e anche esaminati per il loro impatto ambientale.

I risultati? Il dato più eloquente del test è questo: nessun dentifricio è stato ritenuto di qualità ottima, e solo 4 su 15 raggiungono una qualità buona. La maggioranza, ben otto prodotti, si ferma a una qualità media, mentre tre finiscono nella fascia bassa. Una situazione che dovrebbe far riflettere, soprattutto considerando i prezzi spesso elevati di certi marchi.

A penalizzare alcuni prodotti è stata la presenza di ingredienti controversi: il biossido di titanio (colorante bianco non considerato sicuro per un prodotto che viene a contatto con le mucose) e alcuni potenziali interferenti endocrini, sostanze sospettate di alterare il sistema ormonale.

La classifica dei dentifrici

In cima alla classifica si piazza il Mentadent Professional Protect + Carie con 65 punti, eletto migliore del test. Subito dietro l’Aquafresh Tripla Protezione Menta Fresca a 64 punti, che si guadagna il titolo di miglior acquisto grazie al prezzo contenuto di soli 1,55 euro a confezione, meno di un terzo rispetto ad alcuni concorrenti che però ottengono punteggi inferiori.

Tra le sorprese negative spiccano prodotti dal forte appeal commerciale: Marvis Classic Strong Mint, Oral B Pro-Expert e soprattutto Pasta del Capitano Placca e Carie, che con appena 27 punti si classifica ultima in assoluto. Sensodyne, spesso consigliata per i denti sensibili, si ferma a 55 punti con qualità media.

Anche questo test ci mostra che spendere di più non sempre garantisce un prodotto migliore. E un packaging accattivante o un brand storico non dicono nulla sulla reale qualità delle singole referenze.

Ma scopriamo ora la classifica completa:

  • Mentadent Professional Protect + Carie – 65 punti – qualità buona –  migliore del test · 3,43 €
  • Aquafresh Tripla Protezione Menta Fresca – 64 punti – qualità buona – miglior acquisto · 1,55 €
  • Colgate Total Original – 62 punti – qualità buona · 3,10 €
  • Elmex Protezione Carie – 61 punti – qualità buona · 5,13 €
  • Iodosan Protezione Globale – 59 punti – qualità media · 2,65 €
  • Coop Day Tech Protezione Completa – 59 punti – qualità media · 1,42 €
  • Mentadent P Prevenzione Completa – 59 punti – qualità media · 2,16 €
  • Meridol Protezione Gengive – 58 punti – qualità media · 5,12 €
  • AZ Multiprotezione Carie Gel – 56 punti – qualità media · 1,69 €
  • Emoform Gengive Sane – 56 punti – qualità media · 4,87 €
  • Sensodyne Complex Daily Care – 55 punti – qualità media · 4,37 €
  • Parodontax Gengive + – 50 punti – qualità media · 4,91 €
  • Marvis Classic Strong Mint – 45 punti – qualità bassa · 4,20 €
  • Oral B Pro-Expert Microgranuli Attivi – 44 punti – qualità bassa · 4,13 €
  • Pasta del Capitano Placca e Carie – 27 punti – qualità bassa · 1,65 €

Come è stato condotto il test

I ricercatori hanno analizzato ogni prodotto considerando 5 aspetti principali. Il fluoro disponibile pesa per il 15% sul giudizio finale: è la sostanza che protegge dall’usura dello smalto e la sua concentrazione efficace deve rientrare tra 1.000 e 1.500 ppm.

L’abrasività è invece il parametro più importante dell’intero test, con un peso del 30%: un dentifricio troppo aggressivo rischia infatti di danneggiare i denti con l’uso prolungato.

La capacità di rimuovere le macchie da caffè e vino conta per il 20%, mentre l’impatto ambientale – ingredienti e imballaggio – pesa per il 10%. Chiudono l’etichettatura (10%) e la prova d’uso dei consumatori (15%).

Fonte: Altroconsumo

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