CAIPET: “AUMENTI DI COSTO INSOSTENIBILI,
PERDITE PER 10 MILIONI DI EURO L’ANNO PER LE IMPRESE PRIVATE”
di Silvestro Ramunno
Il Comitato chiede alla Regione un tavolo permanente, risorse straordinarie e un’interlocuzione con il Governo per l’adeguamento del Fondo Nazionale Trasporti

Le aziende perdono in media 43 centesimi al chilometro sugli oltre 23 milioni di chilometri di servizio garantiti ogni anno
Bologna, 12 ottobre 2026 – “Il trasporto pubblico locale dell’Emilia-Romagna deve fare i conti con uno squilibrio economico strutturale che mette sempre più in difficoltà le imprese private impegnate nell’erogazione del servizio. I corrispettivi riconosciuti agli operatori non riescono più a coprire i costi effettivi, cresciuti negli ultimi anni tra rincari energetici, aumenti del costo del lavoro e maggiori spese di gestione. Una situazione che, senza interventi adeguati, rischia di compromettere la sostenibilità delle imprese e la continuità dei collegamenti, soprattutto nei territori più periferici”. È l’allarme lanciato dal CAIPET, il Comitato delle associazioni delle imprese private esercenti il trasporto di persone su strada, che riunisce ANAV Emilia-Romagna, CNA Emilia-Romagna, Confartigianato Imprese Emilia-Romagna, Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia-Romagna e Legacoop Emilia-Romagna, attraverso le parole del coordinatore Davide Missiroli, in occasione della conferenza stampa tenutasi questa mattina al Sav Hotel di Bologna.
A fotografare la situazione sono i dati della relazione tecnica presentata dal Comitato: una perdita media di 43 centesimi per ogni chilometro percorso, su oltre 23 milioni di chilometri di servizio garantiti annualmente dalle imprese private, che assicurano più del 20% del trasporto pubblico locale su gomma in Emilia-Romagna. Uno squilibrio economico complessivo stimato in quasi 10 milioni di euro all’anno.
Alla conferenza stampa sono intervenuti, oltre al coordinatore Missiroli di Legacoop Emilia-Romagna, Alessio Passini per Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia-Romagna, Marco Bonelli per ANAV Emilia-Romagna, Stefano Pollini per CNA Emilia-Romagna e Zeno Gobetti per Confartigianato Imprese Emilia-Romagna.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di confronto avviato nei mesi scorsi con la Regione Emilia-Romagna e con l’assessora alla Mobilità e ai Trasporti Irene Priolo e si è ritenuto necessario in quanto lo squilibrio economico, già presente prima della crisi energetica, è stato ulteriormente aggravato dall’aumento dei costi di gestione, in particolare dal caro gasolio accentuato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, con rincari medi del 37% tra marzo e settembre 2026 rispetto al 2025 ed extracosti stimati in circa 19 centesimi al chilometro per il solo 2026. Le politiche di riduzione delle accise non hanno prodotto benefici per il settore del trasporto pubblico locale, mentre il credito d’imposta ha coperto meno di un terzo degli aumenti. A pesare sono anche il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, con un incremento del costo del lavoro nell’ordine del 15%, a fronte di risorse ministeriali promesse ma non ancora erogate e comunque insufficienti a coprire gli aumenti, e i rincari di assicurazioni, manutenzioni e ricambi. A livello nazionale, il quadro è aggravato dal sottofinanziamento del Fondo Nazionale Trasporti, che non garantisce alle Regioni risorse adeguate, con un fabbisogno strutturale stimato dal CAIPET in oltre 1,2 miliardi di euro annui.
Di fronte a questo quadro, il comitato ha presentatotre richieste chiare alla Regione Emilia-Romagna: l’istituzione di un tavolo regionale permanente che coinvolga Regione, agenzie per la mobilità e operatori pubblici e privati, per affrontare in maniera coordinata gli squilibri contrattuali; la previsione di risorse straordinarie già nel bilancio regionale 2027, per sostenere il riequilibrio economico dei servizi e un’iniziativa istituzionale nei confronti del Governo per ottenere un adeguamento strutturale del Fondo Nazionale Trasporti, in linea con l’effettivo andamento dei costi.
“Non è una questione di mancanza di volontà o di impegno da parte delle imprese nel garantire il servizio: quando produrre un chilometro costa strutturalmente più di quanto viene riconosciuto, il sistema non regge. La sostenibilità finanziaria è la precondizione assoluta per tutelare il diritto alla mobilità garantito dalla nostra Costituzione e la continuità di un servizio pubblico essenziale. Lo squilibrio è strutturale e la risposta delle istituzioni deve essere altrettanto strutturale, per proteggere continuità, qualità, sicurezza e capillarità del trasporto pubblico locale – sottolinea Missiroli -. Quello che chiediamo è un intervento urgente coordinato, capace di superare la frammentazione delle singole trattative territoriali e di dare alle imprese condizioni economiche certe attraverso un provvedimento straordinario per l’anno 2026 per garantire la continuità dei servizi. Gli incontri avuti in questi mesi con l’assessora Priolo si stanno rivelando positivi e auspichiamo che possano tradursi presto in azioni concrete”.
Per il CAIPET, intervenire sul riequilibrio dei contratti e sulle risorse destinate al settore significa salvaguardare la capillarità dei collegamenti, in particolare nei piccoli centri, nelle aree interne e montane, dove il trasporto pubblico rappresenta un presidio fondamentale di accessibilità e coesione territoriale.




