Ha quasi 100 anni e ci hanno cantato Patty Pravo e Ray Charles. Ora la riapre Armani

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La Capannina di Forte dei Marmi punta a riaprire per Pasqua 2027: resteranno nome e insegna, mentre torneranno ristorante, concerti, piano bar e cucina fino a tarda notte

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Edith Piaf e Ray Charles ci hanno cantato, Giorgio Armani ci conobbe Sergio Galeotti e per quasi un secolo è stato uno dei luoghi simbolo delle notti italiane. Ora la Capannina di Franceschi si prepara a ricominciare. Il locale aperto da Achille Franceschi a Forte dei Marmi nel 1929, acquistato dal Gruppo Armani nell’agosto 2025, punta a riaprire per Pasqua 2027. E lo farà senza cambiare nome né cancellare il passato: il progetto recupererà colori e arredi storici e riporterà dentro ristorante, piano bar, concerti e cucina fino a tarda notte.

La Capannina riaprirà quasi 100 anni dopo la sua nascita

È stata il luogo in cui si sono esibiti Edith Piaf, Patty Pravo, Ray Charles, Peppino di Capri, Fred Bongusto, Miriam Makeba e si è ballato ogni sera accompagnati da una band sempre nuova, ma è stata anche trampolino di lancio del Negroni, dettato nelle dosi al giovane barman tedesco dell’epoca (tale Nico Lehnertz) dal marchese fiorentino che lo ideò dandogli il nome. Un cocktail passato ai posteri grazie alle lunghe frequentazioni dei tavoli da bridge e da poker a cui non faceva mancare la sua presenza neppure il fondatore. Sì perché quel capanno acquistato a due passi dal bagnasciuga da Achille Franceschi per quattromila lire da un falegname, era il ritrovo dei Barilla, degli Agnelli, di Curzio Malaparte, di Italo Balbo che vi atterrava davanti con il suo idrovolante, dei Duchi d’Aosta e di Bergamo, dei Ruffo di Calabria (come si legge nell’Almanacco Versiliese di Giorgio Giannelli) e della folta schiera di intellettuali che ne amarono la semplicità elevandola a simbolo di un’Italia desiderosa di leggerezza. Lo frequentavano dall’ora dell’aperitivo fino alle lunghe notti al tavolo verde, mentre i rampolli ballavano sotto la balconata. Perdite e vincite si annullavano grazie ad un bicchiere di rum o meglio ancora grazie ad una penna condita da quel che il mare aveva portato a riva poche ore prima. «E noi faremo in modo che torni ad essere quel punto d’incontro» dice Michele Tacchella, amministratore delegato per Armani della Capannina di Franceschi.

Giorgio Armani e Michele Tacchella qualche anno fa. Esclusiva – https://www.gamberorosso.it/

Armani non cambierà né il nome né la storica insegna

Così il capanno dal tetto in paglia, che prese fuoco nel 1939 appena dieci anni dopo l’inaugurazione ma prontamente ricostruito per onorare la stagione estiva, non cambierà nome. Il riferimento alla griffe di alta moda comparirà infatti solo sulle divise del personale ispirate agli anni Sessanta, e tornerà ad accogliere in semplicità il suo pubblico. L’impostazione predilige una frequentazione non giovanissima che potrà optare per una colazione all’italiana fuori dai soliti giri del centro (Principe, Giardino, Roma, Soldi) con lettura dei quotidiani, un aperitivo ben fatto e la cena a cui associare concerti ed esibizioni dal vivo. «Ancora stiamo studiando il menù, ci vorrà del tempo, intanto pensiamo all’apertura che vorremmo avvenisse per Pasqua» spiega Michele Tacchella, già collaboratore stretto di Giorgio Armani ed oggi alla guida della rinascita del locale più iconico della Versilia. Sappiamo però che i lavori di restyling saranno lunghi. Gli interni sono danneggiati e non a norma di sicurezza, al pari del solaio e del tetto, ma il restauro terrà conto di un capillare lavoro di recupero storico delle immagini d’epoca. Tanto da replicare al millimetro i vecchi arredi e i tipici colori dell’avorio, del verde e dell’arancio scelti da Franceschi per sedute e tendaggi.

Capannina di Franceschi e la storica insegna che resterà immutata

Ristorante, piano bar e concerti nella nuova Capannina

«Se dovessi ascoltare il mio gusto opterei per ricette che hanno fatto la storia di questi lidi, come le penne alla vodka. Non mancheranno però una pasta al pomodoro a tarda notte, né il soufflè al cioccolato di Casiello» aggiunge Tacchella, nato a Forte e cresciuto a ritmo dei Bravo, una delle band che spopolava sul parquet della Capannina sull’onda lunga degli anni Ottanta e di “Sapore di Mare”. Di sicuro sappiamo che i due ristoranti al piano terra apparecchieranno la terrazza esterna verso la spiaggia e la zona del piano bar con possibilità di allungare i tavoli fin sul limitare della pista da ballo. Ma si potrà spiluzzicare qualcosa anche a tarda notte al tavolo verde, appannaggio dell’angolo superiore più appartato dove resterà il bancone con le migliori ditte artigianali di liquori e distillati. Qui potranno essere serviti un piatto di pasta semplice, una pizza, un club sandwich o il soufflè che l’impeccabile maitre di sala Pasquale Casiello sporzionava ai grandi protagonisti della vita mondana versiliese. Non mancheranno ovviamente la musica con i concerti e anche qualche iniziativa culturale, né i famosi cocktail all’ora dell’aperitivo con lo sguardo sul via vai delle biciclette in uscita dal mare.

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