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Legalità, a Carpaneto Piacentino un immobile confiscato alla criminalità

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Carpaneto Piacentino, diventa una Casa per le donne vittime di violenza

Restituito alla comunità, grazie a un contributo della Regione di 73mila euro (su 92mila euro complessivi)

Un luogo sicuro dove donne vittime di violenze o maltrattamenti possono trovare casa. Rinasce così un bene confiscato alla mafia e restituito alla comunità grazie al progetto di recupero degli immobili espropriati.

L’edificio recuperato, “Casa Rifugio Donne”, grazie ai fondi regionali e comunali è stato trasformato in un grande appartamento con tre camere da letto, un soggiorno, una cucina e due bagni, pronto per ospitare fino a tre nuclei familiari composti da donne in difficoltà o in pericolo.

L’inaugurazione il 18 marzo a Carpaneto Piacentino (Pc) in un incontro pubblico con il sindaco, Andrea Arfani, e l’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni, nell’ambito delle iniziative promosse nella Settimana della legalità. Con loro anche gli assessori comunali di Carpaneto Silvia Rapaccioli (politiche per le Famiglie) e Mario Pezza (Lavori pubblici), il Consigliere delegato alle Politiche socio-sanitarie di Carpaneto, Maria Luisa Rossi, e la direttrice del Distretto di Levante, dottoressa Evelina Cattadori.

Il progetto di recupero e ristrutturazione edile “Dalla mafia alla rinascita per le donne in difficoltà”ha avuto un costo totale di 92mila euro di cui 73.600 di contributo regionale.  È la prima struttura di questo tipo nel territorio di Carpaneto.

“Nell’ambito della Settimana della Legalità 2026- ha affermato Mazzoni-, presentiamo un progetto fondamentale: la realizzazione di una Casa Sicura dedicata all’accoglienza e alla protezione delle donne vittime di violenza. La legalità non è solo rispetto delle regole, ma cura della comunità e protezione dei più fragili. Il contrasto alle mafie si misura nei territori, giorno dopo giorno, con azioni concrete e scelte coerenti. Solo unendo istituzioni, associazioni, scuole, imprese e cittadini possiamo costruire comunità più forti e meno esposte ai tentativi di infiltrazione”.

Beni immobili confiscati: l’impegno della Regione

L’Emilia-Romagna è la terza regione del Nord Italia per numero di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. A oggi, 49 sono i beni immobili recuperati con il sostegno della Regione e riutilizzati per finalità sociali in Emilia-Romagna. Dal 2011, la Regione è intervenuta con finanziamenti per oltre 7,8 milioni di euro. per favorirne il riutilizzo per finalità sociali.

In provincia di Piacenza i beni recuperati sono due, a Calendasco e a Carpaneto Piacentino con contributi regionali complessivi per oltre 442mila euro.

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