La quinta interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di Sassuolo
Consiglio Comunale di ieri sera era a firmadi Giacomo Vandelli, Gruppo Misto, avente ad oggetto “Moschea abusiva di Via Atene”.
“Premesso che – si legge nell’interrogazione – i locali di Via Atene 6, in cui è insediatal’associazione culturale islamica ‘AI-Huda’, non hanno una destinazione d’uso funzionalead attività di culto; in data 27/10/2025 ho presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale, segnalando elementi che attesterebbero un uso improprio dei locali. Il giornosuccessivo ho protocollato una segnalazione formale via pec al Sindaco; all’interno dellasegnalazione era allegata la fotografia di un volantino, distribuito durante le Fiere d’Ottobree privo di intestazione, nel quale si affermava la presenza di due moschee a Sassuolo, quando formalmente ne risulta una sola.
Si segnalava inoltre l’esistenza, sul sitomawaqit.net, di una pagina riportante gli orari di preghiera riferiti al centro “AI-Huda”. Considerato che: in risposta alla suddetta interrogazione, il Sindaco ha affermato cheavrebbe provveduto ad effettuare i controlli necessari e, in caso di riscontro di irregolarità, avrebbe preso gli opportuni provvedimenti.
Si interrogano il Sindaco e la giunta persapere: quale esito abbiano avuto i controlli effettuati a seguito dell’interrogazione e della segnalazione formale presentata il 28/10/2025; se siano state riscontrate attività di cultoall’interno del locale; nel caso sia stato rilevato l’abuso edilizio, quali provvedimenti siintende adottare;
Considerato inoltre che: in un video diffuso il 23/11/2025 sulle paginesocial del Sindaco, si fa esplicitamente riferimento ai locali di via Atene, divulgando filmatiche ritraggono l’interno dell’immobile, sulla cui parete si vede visibilmente proiettatata aschermo la pagina di mawaqit.net relativa agli orari di culto; all’interno del filmato è il Sindaco stesso a riferirsi al locale chiamandolo “moschea”. Si interroga il Sindaco persapere: se sia dunque consapevole del fatto che all’interno dei locali sopra citati sieffettuino attività di culto; in caso affermativo, se non ritenga opportuno intervenire tramitela pubblicazione di un’ordinanza che ripristini la destinazione d’uso originale”.
Interrogazione sulla “moschea di Via Atene”. La risposta del Sindaco Mesini
Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini. “A seguito della segnalazione prot. 50253 del 28/10/2025, il personale dello SportelloUnico Edilizia del Comune di Sassuolo, unitamente alla Polizia Locale, ha effettuato unsopralluogo in data 20 novembre 2025 presso l’immobile di Via Atene n. 6 .Dall’accertamento è emerso che lo stato legittimato dell’unità immobiliare è definito dallapratica edilizia PE 2020/0518, che prevede due locali a uso magazzino, con destinazioneurbanistica U9 (Attività commerciali all’ingrosso, magazzini e depositi connessi).
I tecnici hanno riscontrato la presenza di manufatti in difformità rispetto allo stato autorizzato, nello specifico: un’arcata in cartongesso con pilastri, prospicente l’ingresso; pareti mobili in alluminio a circa metà altezza dei locali, prive di copertura; un piano cottura collegato all’impianto gas.
Nei locali era altresì presente un esiguo numero di persone – oltre al legale rappresentante dell’associazione – alcune delle quali presumibilmente raccolte inpreghiera. I locali risultavano arredati con materassini a terra e baldacchino, le difformità edilizie riscontrate sono state classificate come Manutenzione Straordinaria nonautorizzata ai sensi della L.R. 15/2013.In data 29 dicembre 2025, il Direttore del Settore II ha emesso la comunicazione di avvio del procedimento finalizzato all’adozione dei provvedimenti previsti dall’art. 16 bis della L.R. 23/2004 e ss.mm.ii. (Titolo SUE n. 2025/1022-ABU, Fascicolo Abuso 16/2025), notificata alla proprietà dell’immobile, Associazione di Cultura Al Huda, e al comodatario Amici della Comunità Islamica di Modena.
Alle parti è stato concesso un termine di 30giorni per la presentazione di memorie. Con comunicazione prot. 3365 del 26 gennaio 2026, la proprietà – nella persona del legalerappresentante – ha dichiarato l’avvenuta conformazione dello stato dei luoghi, comunicando in particolare:
• la demolizione dell’arcata decorativa in cartongesso prospiciente l’ingresso;
• la demolizione di tutte le pareti mobili in alluminio;
• la rimozione del piano cottura (dichiarato non funzionante per assenza diallacciamento alla rete gas).
A corredo della comunicazione è stata prodotta documentazione fotografica attestante larimozione delle opere.In data 4 febbraio 2026, il personale ha effettuato un sopralluogo di verifica del ripristinodichiarato, accertando quanto segue:
• i manufatti abusivi (arcata in cartongesso, pareti mobili in alluminio e piano cottura)risultano rimossi, in conformità con quanto dichiarato dalla proprietà; Sotto il profilo urbanistico-edilizio, le difformità strutturali oggetto del procedimento ex art.16 bis L.R. 23/2004 risultano pertanto rimosse. La relazione di sopralluogo del 4 febbraio2026 è stata protocollata con n. 0012969/2026 del 19/03/2026.
Il procedimento ex art. 16 bis L.R. 23/2004 si è pertanto concluso con il ripristino delledifformità edilizie contestate, ferma restando la vigilanza degli uffici competenti e della Polizia Locale sul corretto utilizzo dell’immobile in conformità alla destinazione urbanistica legittimata”.



