Reggio Emilia. “L’ennesima vile aggressione consumatasi nel centro di Reggio Emilia durante un ordinario servizio di controllo del territorio testimonia, ancora una volta, il livello di rischio elevatissimo a cui sono esposti quotidianamente i nostri colleghi” A sostenerlo è il SIM Carabinieri primo sindacato dell’Arma per nascita e numero di iscritti. Di fronte a un giovane che si è opposto con violenza alle operazioni di identificazione e perquisizione, arrivando a scaraventare a terra e a ferire l’equipaggio della Sezione Radiomobile, la segreteria Provinciale di Reggio Emilia del SIM Carabinieri desidera esprimere prima di tutto la più sentita vicinanza e i più sinceri auguri di pronta e completa guarigione ai colleghi rimasti contusi nell’intervento.
La professionalità, la fermezza e il senso del dovere con cui i militari sono riusciti a contenere l’aggressore e a bloccarlo in totale sicurezza per poi trarlo in arresto rappresentano un esempio di altissima competenza operativa, ma non possono far passare in secondo piano la gravità di quanto accaduto. Aggredire un Carabiniere in servizio significa attaccare direttamente lo Stato e la sicurezza della collettività intera: per questo motivo il SIM Carabinieri ribadisce con forza che non si può più derogare sulla certezza della pena per chi si rende responsabile di tali atti e sulla necessità improcrastinabile di dotare gli operatori su strada di tutele legali e dotazioni adeguate a preservarne l’incolumità fisica. Garantire la sicurezza di chi protegge i cittadini deve tornare a essere una priorità assoluta per le Istituzioni, affinché nessun operatore debba più pagare con ferite e traumi il semplice svolgimento del proprio dovere.
SIM Carabinieri
di Antonio Pirisi




