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Via libera del europeo alle nuove regole sui rimpatri. 7 miliardi di euro, che saranno destinati alla competitività

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Sono ore di delicate riflessioni a Palazzo Chigi

Giorgia Meloni assume ad interim la guida del Ministero del turismo dopo le dimissioni forzate di Daniela Santanchè. Il decreto è già stato firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo un colloquio telefonico con la premier, che salirà al Quirinale quando avrà deciso il nome a cui affidare il dicastero. Ma le valutazioni in corso sono ben più ampie.

L’Italia ha chiesto e ottenuto in Europa, nell’ambito della revisione di medio termine della politica di coesione, un risultato molto significativo: la riprogrammazione di oltre 7 miliardi di euro, che saranno destinati alla competitività delle imprese italiane, alle misure per realizzare alloggi a prezzi calmierati e agli interventi sul fronte idrico ed energetico.

L’Italia ha sempre sostenuto l’esigenza di maggiore flessibilità e semplificazione per garantire un utilizzo più efficace e concreto delle risorse europee. Obiettivo portato avanti dalla riforma delle politiche di coesione promossa dal Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto.

Questo Governo continuerà a lavorare, come ha fatto fin dall’inizio, per mettere a terra le risorse europee e utilizzarle al meglio per sostenere lo sviluppo e la crescita della Nazione.

Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana

Via libera del Parlamento europeo alle nuove regole sui rimpatri: l’Europa va finalmente nella direzione giusta, su una linea che l’Italia ha sostenuto con forza.

Con i return hubs si amplia la possibilità di individuare una Nazione di rimpatrio per gli immigrati irregolari, includendo non solo i Paesi di origine ma anche i Paesi terzi.

È un passaggio importante per rendere i rimpatri più efficaci, rafforzare il controllo dei confini e dare all’Europa una politica migratoria finalmente più credibile.

Giorgia Meloni (@giorgiameloni.paginaufficiale)

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