WALTER MAC MAZZIERI TEATRO DI PAVULLO NEL FRIGNANO: CON “LE MEMORIE DI IVAN KARAMAZOV” DI E CON UMBERTO ORSINI INAUGURA LA STAGIONE

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INAUGURA LA STAGIONE 2022/2023 CURATA DA ATER FONDAZIONE

In collaborazione con l’Amministrazione comunale, lo spettacolo tratto dal romanzo “I fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij e diretto da Luca Micheletti

Biglietto intero 19 euro, ridotto 17 euro 

 

di, Gianluigi Lanza

Uno dei più grandi interpreti della scena teatrale italiana contemporanea alle prese per la terza volta nella sua carriera con uno dei personaggi più significativi della letteratura russa di tutti i tempi.

Umberto Orsini è l’assoluto protagonista de “Le memorie di Ivan Karamazov” che martedì prossimo 22 novembre alle 21 inaugura la Stagione teatrale 2022/2023 del Cinema Teatro Walter Mac Mazzieri di Pavullo nel Frignano (MO) curata da ATER Fondazione in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Biglietto intero 19 euro, ridotto 17 euro.

La drammaturgia dello spettacolo, tratto dal romanzo ‘I fratelli Karamazov’ di Fëdor Dostoevskij, è di Umberto Orsini e Luca Micheletti (che cura anche la regia). Le scene sono di Giacomo Andrico, i costumi di Daniele Gelsi, il suono di Alessandro Saviozzi, le luci di Carlo Pediani; l’assistente alla regia è Francesco Martucci. Una produzione Compagnia Umberto Orsini. 

Lo spettacolo 

Un percorso all’interno dell’ultimo e forse più grande romanzo di Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov, che Umberto Orsini affronta per la terza volta nella sua carriera d’attore come una vera e propria linea guida e “cavallo di battaglia”. Dopo il fortunato sceneggiato televisivo di Bolchi e La leggenda del grande inquisitore, questo “nuovo Karamazov” è per Orsini l’occasione di confrontarsi direttamente con la complessità del personaggio più controverso e tormentato dell’intera epopea letteraria: Ivan Karamazov, il libero pensatore che teorizza l’amoralità del mondo e conduce forse consapevolmente all’omicidio l’assassino di suo padre; Ivan Karamazov, protagonista controverso e tormentato, colpevole e innocente insieme, ritorna a parlare, come un uomo ormai maturo che sente di non aver esaurito il suo compito, che sente il suo personaggio romanzesco troppo limitato per esprimere la complessità del suo pensiero e chiarire le esatte dinamiche dei “delitti” e dei castighi”… E così si confessa e cerca di raccontare la sua storia. Compila le sue memorie e tenta di fare luce sui propri sentimenti e sulla propria filosofia, provandosi a svelarne le implicazioni criminali in un vero e proprio thriller psicologico e morale il cui più alto vertice resta l’immaginario poema di Ivan che narra del confronto metaforico tra un Cristo ritornato sulla terra e un vecchio inquisitore che crede che Egli si meriti il rogo.

Nella ricchezza d’un linguaggio penetrante quanto immediato e nell’avvicendarsi degli stati psicologici d’un personaggio “amletico” e imprendibile, Umberto Orsini è il grande protagonista d’un inedito viaggio nell’umana coscienza che non teme di affrontare tabù antichi e moderni (la morte del padre, l’esasperato vitalismo, l’incontro con il diavolo…) precipitando Ivan Karamazov nel suo personale “sottosuolo” dal quale egli compone delle allucinate eppure lucidissime memorie, quarant’anni dopo le vicende del romanzo di Dostoevskij.

L’attore, accompagnato da una musica in stringente e fervido dialogo emotivo con le parole ch’egli pronuncia, dà luogo ad una straziata e commovente confessione a tu per tu con se stesso e con i propri fantasmi, a metà tra la finzione letteraria e il “pirandelliano” dissidio con un personaggio in cui ritrova le espressioni più oscure del proprio “io”.