Libro di Roberto Volpi “Gli ultimi italiani. Come si estingue un popolo”

L’ultimo libro del grande statistico è da assumere a piccole intervallate dosi per non farsi venire propositi suicidari. Non ci sono lati positivi nel “gravissimo crollo della popolazione italiana entro la fine del secolo”

Nell’Italia che si spopola i piccoli paesi riservano ancora sorprese

Una Boretto quasi abbandonata è l’illustrazione perfetta del libro di Roberto Volpi “Gli ultimi italiani. Come si estingue un popolo”. Ma poi spunta una pasticceria, hanno i moretti, e allora…

Sono a Boretto per imbarcarmi sulla motonave Stradivari, navigazione sul Po, ed essendo in anticipo faccio una passeggiata in paese: desolazione. La chiesa ha una cupola notevole ma il palazzo principale della piazza è abbandonato, transennato, i negozi intorno hanno le serrande abbassate e arrugginite, ovunque cartelli con scritto Vendesi, e molti sono ingialliti dal tempo. Non esistono compratori e quasi non si vedono abitanti. Proprio l’illustrazione perfetta del nuovo libro di Roberto Volpi: “Gli ultimi italiani. Come si estingue un popolo”.

Anche perché non è un caso singolo, conosco bene la riviera del Po, se stessi passeggiando a Brescello o a Guastalla, a San Benedetto o a Pomponesco, la sensazione sarebbe analoga. Poi in fondo a una strada scorgo del movimento, incuriosito mi avvicino, è una pasticceria! Entro e vedo subito i moretti, i pasticcini neri cancellati dai supermercati svizzeri per sospetto razzismo (anche gli svizzeri si stanno estinguendo, chiaro) e, nella maggioranza delle pasticcerie italiane, sostituiti dai frivoli, colorati, effeminati macaron. Entusiasta ne chiedo uno e lo mangio con gran soddisfazione: sia lodato il moretto di Boretto, in questa Italia che riserva sorprese anche quando sembra mezza morta.