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Con un’interrogazione depositata ieri da Europa Verde chiede alla Giunta regionale di operare a favore del principio di precauzione e contro l’innalzamento, da 6 a 61 volt/metro, dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici generati dalle antenne di telefonia mobile su cui sta deliberando il Parlamento

La capogruppo Silvia Zamboni: “Prima di ogni decisione è necessario attendere l’esito degli studi scientifici, per escludere rischi sanitari per la popolazione. Alla Regione chiediamo anche di intervenire contro lo scippo ai Comuni delle competenze in materia di impianti elettromagnetici”

 

Bologna, 20 maggio 2022 – La Regione Emilia-Romagna prenda posizione a favore del principio di precauzione e contro ogni ipotesi di innalzamento delle soglie relative all’inquinamento elettromagnetico. Lo chiede il Gruppo Europa Verde dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna che ha depositato oggi un’interrogazione sul tema dell’inquinamento elettromagnetico. La sollecitazione dei Verdi fa seguito alla richiesta presentata da Assotelecomunicazioni (Asstel) alla X Commissione del Senato – nell’ambito della discussione sul decreto Concorrenza – di un innalzamento dei valori di esposizione elettromagnetici da 6 Volt/metro a 61 Volt/metro.

Nell’interrogazione, Europa Verde ricorda che il limite vigente è pienamente compatibile con lo sviluppo del 5G e che il limite di 61 Volt/metro contenuto nella raccomandazione del Consiglio CE 1999/519/CE e richiamato da Asstel è correlato solo agli effetti termici dell’esposizione ai campi elettrici generati dalle radiofrequenze senza tenere conto delle numerose evidenze e indagini scientifiche che, nel tempo intercorso dalla sua approvazione ad oggi, hanno dimostrato l’insorgenza di effetti biologici non termici fino all’insorgere di forme tumorali legate all’esposizione alle radiofrequenze.

Il 27 aprile 2021, in risposta ad una precedente interrogazione di Europa Verde, l’assessore regionale alla sanità Raffaele Donini citò una ricerca sull’esposizione umana ai campi elettromagnetici finanziata dal Ministero dell’Ambiente che vede coinvolta anche Arpa Emilia-Romagna, e un lavoro di revisione dei rischi per la salute da radiofrequenze, inclusi i tumori, condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i cui risultati si prevede siano pubblicati entro la fine di quest’anno.

Nei giorni scorsi svariati consiglieri e assessori comunali di Europa Verde avevano diffuso un comunicato stampa congiunto che chiedeva di non modificare il limite-soglia oggi in vigore, che già in passato era stato diluito da un provvedimento che aveva spalmato il valore dei 6/Volt metro sulle 24 ore anzichè sui 5 minuti, in pratica annullando la rilevanza dei picchi di esposizione che valevano in precedenza.

“Anche alla luce degli studi in corso, chiediamo alla Regione di prendere posizione presso il Governo a favore del principio di precauzione e contro ogni ipotesi di innalzamento delle soglie relative all’inquinamento elettromagnetico, in attesa di disporre di evidenze medico-scientifiche relative agli effetti non termici dell’esposizione a campi elettrici generati dalle radiofrequenze che escludano rischi sanitari derivanti dal richiesto innalzamento dei limiti – afferma Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e Vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna – Ma c’è anche un altro punto cruciale sul quale chiediamo l’intervento della Regione in sede nazionale: riguarda il ruolo dei Comuni, che verrebbero esautorati dal compito di rilasciare le autorizzazioni all’installazione delle antenne di telefonia mobile. Molti assessori e consiglieri comunali di Europa Verde dell’Emilia-Romagna stanno presentando o hanno già presentato mozioni che denunciano il tentativo in atto di deregolamentare il settore delle infrastrutture di comunicazione elettronica, attraverso il depotenziamento dei poteri urbanistici degli enti locali. Per Europa Verde i Comuni, gli enti territoriali più vicini ai cittadini, devono invece mantenere le attuali competenze. Per questo chiediamo alla Regione di sollecitare il Governo a prendere posizione su questo tema”.