L’intervento, del valore di 110 mila euro, sarà concluso entro gennaio. L’impianto, ad alta efficienza energetica, è volto ad aumentare la fruizione in sicurezza

Hanno preso il via i lavori di riqualificazione dell’illuminazione del tratto di competenza del Comune di Modena della pista ciclopedonale Modena-Vignola in via Gherbella.

L’intervento, del valore di 110 mila euro, è finanziato con contributo ministeriale ed è finalizzato all’aumento della fruizione in sicurezza, secondo i canoni dell’efficienza energetica e del contrasto all’inquinamento luminoso. A realizzare i lavori, che saranno conclusi entro gennaio, per conto del Comune, sarà l’azienda Zini Elio srl.

L’intervento consiste nel ripristino di un’illuminazione notturna ad alta efficienza, con 18 nuovi punti luce e lampade di concezione moderna corredate da sistemi di regolazione che consentiranno di minimizzare i consumi oltre che l’impatto luminoso, come sensori di presenza e profili orari di dimmerazione. Il nuovo impianto sarà collegato a una linea di alimentazione elettrica realizzata appositamente per un tratto ciclabile di circa 850 metri attraverso scavo e ripristino della pavimentazione. È inoltre previsto il potenziamento dell’illuminazione nei punti di maggiore conflittualità tra il traffico veicolare e quello ciclopedonale.

La linea di nuova realizzazione, in futuro, potrà inoltre essere collegata con l’impianto fotovoltaico realizzato presso il sovrappasso della pista ciclabile in corrispondenza di via Nuova Estense attraverso l’integrazione con un sistema di accumulo.

La pista ciclopedonale Modena-Vignola è una infrastruttura realizzata nei primi anni 2000 dall’Amministrazione provinciale sul sedime di un percorso ferroviario dismesso e, da qualche anno, è stata ceduta dalla Provincia ai Comuni di competenza territoriale. L’impianto di illuminazione, attualmente non funzionante, interessava un breve tratto nel centro abitato di Vaciglio e in una propaggine abitativa di qualche centinaio di metri lungo il canale San Pietro in via Gherbella. Venne realizzato in via sperimentale con punti luce alimentati da energia solare, ma nel tempo i reiterati furti e vandalismi, uniti all’obsolescenza del materiale elettronico, l’hanno reso inutilizzabile.