REPERTORIO, di, novembre 2022

Rigassificatore di Ravenna, il presidente Bonaccini firma il Decreto di autorizzazione dell’opera

Iter completato, dopo il via libera della Conferenza di servizi. Infrastruttura al servizio del Paese, pronti anche col Polo rinnovabili

Un flusso annuo di almeno 5 miliardi di metri cubi di gas naturale, equivalente a circa un sesto della quantità oggi importata dalla Russia.

È la stima di quanto potrà produrre l’impianto rigassificatore al largo di Ravenna, il cui progetto, dopo un’attenta e approfondita valutazione, riceve l’autorizzazione formale.

L’iter si è completato oggi con la firma, da parte del Commissario straordinario di Governo, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, del Decreto di approvazione del Provvedimento Autorizzatorio Unico.

Anche quest’atto, come le tappe precedenti, rispetta pienamente il cronoprogramma stabilito: rientra nei 120 giorni di tempo assegnati dal Governo per la conclusione del procedimento. Decreto che verrà ora inviato al Governo stesso.

 

Concluso così l’iter autorizzativo, ora toccherà a Snam procedere all’affidamento dei lavori per la realizzazione dell’opera nei tempi stabiliti. Opera che rispetterà pienamente le condizioni e le prescrizioni definite dalla Conferenza di servizi, a tutela dell’ambiente e della sicurezza, e indicate dagli enti competenti (tra cui Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – IspraIstituto superiore di sanità – Iss, ArpaeVigili del FuocoAutorità Portuale, Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po).

Nonostante i tempi stretti indicati dal Governo, insieme al territorio e a tutti gli organismi coinvolti abbiamo svolto un lavoro meticoloso di analisi del progetto, individuando tutti gli interventi necessari a garantire la sicurezza, il rispetto dell’ambiente e la salvaguardia dell’ecosistema, di mare e di terra, oltre alle mitigazioni necessarie. Arrivando a un via libera condiviso dalle parti sociali e dalla comunità locale, dall’intero distretto dell’energia ravennate, una eccellenza nazionale. Procediamo, quindi, verso la realizzazione di un’opera al servizio di tutto il Paese, che intendiamo fare insieme al Parco eolico e del fotovoltaico più grande in Italia e fra i maggiori in Europa, sempre al largo di Ravenna, perché il futuro, chiusa la fase di transizione ecologica, è nelle energie rinnovabili.

STEFANO BONACCINI, il presidente della Regione

Siamo molto soddisfatti di questo importante risultato che da un lato registra la conclusione di un iter, quello autorizzativo, e dall’altro segna il punto di partenza operativo. Ringrazio la struttura commissariale, il Comune di Ravenna e tutti gli enti coinvolti per lo spirito di collaborazione ed il forte senso di responsabilità che hanno dimostrato nel far prevalere l’interesse nazionale e dotare il Paese di una infrastruttura fondamentale alla resilienza ed alla sicurezza energetica nazionale. L’Emilia-Romagna è una regione dalla solida vocazione energetica e rappresenta il baricentro del sistema gas paese, grazie alle interconnessioni di trasporto e al sistema di stoccaggio strategico che ospita sul proprio territorio. Ravenna poi, ha una doppia valenza strategica, non solo come location ideale per far fronte all’attuale emergenza, ma in un’ottica prospettica, gode di una posizione favorevole ad accogliere i futuri flussi LNG dal Mediterraneo orientale, area che ospita giacimenti con interessante potenziale di sviluppo. Un apprezzamento particolare, vorrei anche indirizzarlo alla società PIR azionista della società Petra, da cui abbiamo acquistato l’infrastruttura in mare dove ormeggerà la nave rigassificatrice e che, grazie alla velocità dell’accordo siglato con loro, ci consentirà di rendere operativa l’unità entro i prossimi 24 mesi.

STEFANO VENIER, ministratore delegato di Snam
Snam prima nave rigassificatore con una spesa di 326 milioni di euro
rigassificatore di ravenna

La Snam ha acquistato la prima delle due (la seconda arriverà a fine giungo 2022) nave rigassificatore multiruolo autorizzate dal governo Draghi per cercare di sostituire l’approvvigionamento di gas metano dal fornitore russo: si tratta della norvegese “Golar Tundra”.

Per la bisogna, Snam, assistita da Mediobanca, ha pagato 350 milioni di dollari (326,25 milioni di euro) per rilevare da Golar Lng il 100% della controllata Golar Lng Nb 13 Corporation, titolare dell’imbarcazione.

Costruita nel 2015, la “Golar Tundra” può operare sia come nave metaniera per il trasporto del gas naturale liquefatto (Gnl), sia come rigassificatore galleggiante (Fsru). La capacità di stoccaggio a bordo è di circa 170.000 metri cubi di Gnl e quella di rigassificazione è di 5 miliardi di metri cubi l’anno.

Soddisfatto dell’operazione («essenziale per l’Italia») l’amministratore delegato di SnamStefano Venier: «da sola, “Golar Tundra” potrà contribuire a circa il 6,5% del fabbisogno nazionale, portando la capacità di rigassificazione italiana a oltre il 25% della domanda».

In fase avanzata la ricerca di una «seconda nave rigassificatore di dimensioni simili», sulla quale è attualmente in corso una «negoziazione in esclusiva che si prevede possa concludersi entro fine giugno», ha aggiunto VenierSnam punta sull’acquisto, che consente una maggiore flessibilità d’uso delle navi, che potranno poi essere cedute in caso di inutilizzoPiù oneroso e limitante il noleggio, utilizzato da altri Paesi come la Germania.

Le due nave rigassificatore saranno ubicate al Centro-Norduna sul Tirreno, probabilmente a Piombino (Livorno), e uno sull’Adriatico, indicativamente a Ravenna. La “Golar Tundra” sarà operativa nella primavera del 2023, dopo le autorizzazioni necessarie e la realizzazione delle opere di collegamento alla rete.