Pnrr, Cisl: «Finalmente un segnale anche per la non autosufficienza»

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ADELMO LASAGNI_
venerdì 7 maggio 2021

 

Non guarda solo ai giovani il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) presentato dal Governo alla Commissione europea per ottenere i fondi del Recovery Plan.
Il documento prevede la riforma della non autosufficienza, con l’obiettivo di offrire risposte ai problemi degli anziani e delle persone con disabilità.
«Sono anni che ci battiamo per l’emanazione di una legge sulla non autosufficienza, vigileremo affinché si realizzino obiettivi e riforme del piano», promette Adelmo Lasagni, segretario generale del sindacato pensionati Fnp Cisl Emilia Centrale. Per Lasagni è ormai improrogabile la distinzione tra previdenza e assistenza.

 

«In questo senso nel Piano nazionale di ripresa e resilienza c’è un primo segnale positivo. Per questo – dichiara il segretario dei pensionati Cisl di Modena e Reggio – esprimiamo un giudizio positivo sull’impostazione del Governo che propone, come noi chiediamo da tempo, il rafforzamento dei servizi socio-sanitari territoriali e dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo di nuove tecnologie come la telemedicina e la riforma delle Cra (Case residenza anziani».

 

Quanto alle pensioni, la Cisl è contraria alla conclusione di “quota 100” (in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi) da gennaio 2022, se prima non si definisce una valida alternativa attraverso il confronto tra Governo e parti sociali.

 

«Anzitutto bisogna individuare un meccanismo di uscita flessibile, per evitare il rischio di altri esodati – afferma Lasagni – Poi è necessario introdurre una pensione di garanzia per i giovani e tutti coloro che hanno una carriera discontinua o interruzioni di contribuzione. Anche per questo è importante che la previdenza basata sul sistema contributivo sia accompagnata dalla previdenza complementare».

 

Resta, infine, il problema degli importi delle pensioni. Secondo un’indagine del Caf (Centro assistenza fiscale) Cisl Emilia-Romagna, che ha analizzato 142.629 dichiarazioni dei redditi presentate l’anno scorso con il modello 730 presso le sue sedi provinciali (Modena compresa), nel 2019 il reddito medio complessivo annuo dei pensionati modenesi è stato di 20.149,67 euro, appena 49,23 euro in più rispetto al 2018.

 

«Vista la perdita del potere di acquisto degli ultimi anni, – osserva Lasagni – riteniamo vada ampliata la platea dei beneficiari della 14 esima mensilità e rivisto il meccanismo di rivalutazione delle pensioni. Infine giudichiamo indispensabile anche per i pensionati una riduzione della pressione fiscale», conclude il segretario generale della Fnp Cisl Emilia Centrale.
a cura di FLF