Oggi, intervistiamo Michela Farabella, blogger, scrittrice e giornalista torinese, autrice dell’ultimo romanzo rivelazione, edito da Carello dal titolo “Italo con te partirò”: l’Alzheimer che non è mai stato raccontato!

Michela, ci parli del suo libro

“ITALO con te partirò” è una storia vera, realmente accaduta; rappresenta la scandalosa realtà di moltissimi anziani malati di Alzheimer, abbandonati al loro triste destino. L’Alzheimer è una malattia incurabile, silenziosa, subdola. Scappa insieme alla vita. L’Alzheimer è un problema sociale e sanitario e per questo motivo occorre sensibilizzate la società intera. Come una lama che colpisce dritta al cuore, la copertina è un pugno nello stomaco, perché l’Alzheimer è una patologia che non ha quasi più tratti di umanità.

25.000 copie vendute in una sola settimana!!! Si aspettava questo successo? 

A onor del vero ci speravo, perché  credo e ho creduto fortemente in questo libro.

Quale futuro vede per il suo libro?

Il libro può essere letto da molti, il film avrebbe sicuramente un impatto diverso. Ed è per questo che credo fortissimamente in un film. Per squarciare una volta per tutte il velo di omertà che continua a permettere che molti ospiti siano trattati come bestie; anziani deboli e indifesi e spesso definiti un peso economico sociale. Le vicende drammatiche di maltrattamenti sollevano polemiche e interrogativi sui controlli delle AUSL e dei comuni sulle strutture per anziani, nel nostro caso accreditate dal sistema sanitario nazionale.

Michela, perché  scrive che la storia di Italo non è solo sua , ma anche nostra?

Perché leggendo “Italo” troverete le risposte nel vostro inconscio. La storia deve cambiare, per forza!! . Tutti hanno diritto ad una vecchiaia serena e ad una morte dignitosa. Una storia come quella di Italo non dovrà accadere mai più, non in una società come la nostra.La malattia di ALZHEIMER rappresenta uno dei drammi più sconvolgenti e più impietosi della nostra società.

Michela, un momento di riflessione

ll libro si presta a due livelli di lettura diversi. Da un lato la mia denuncia cruda di una situazione gravissima che ci viene raccontata spesso dai giornali e il secondo livello di lettura è quello di una malattia sconvolgente, l’Alzheimer, che solo chi la vive può realmente capire cos’è. La dolorosa e triste vicenda di mio padre, mi ha portato a riflettere a lungo sulle condizioni degli anziani malati Alzheimer e demenza nel nostro Paese..

Destano orrore, sgomento e indignazione gli episodi, sempre più frequenti in questi ultimi tempi, di maltrattamenti anziani, e persone affette da Alzheimer umiliati da insulti, schiaffi, calci e minacce negli istituti di accoglienza. E’ forse questa la fine che attende tutti            gli anziani malati di Alzheimer, che vengono spediti in RSA dagli ospedali e in seguito palleggiati da RSA , ospedali e HOSPICE che non li vogliono più curare? Devono diventare terminali per forza, per liberare definitivamente la società del loro peso? I malati              di Alzhemer servono solo per far circolare denaro, non potendo più votare o acquistare beni? Essere uccisi perché davvero costano troppo alla Sanità? Quattro anni di menzogne tra RSA, Cliniche e Ospedali ; un bestiario di coperture, di squallidi personaggi, di medici inutili, di personale incompetente e senza umanità, di Stato inesistente.

Concludiamo ora con una breve poesia:

MA TU CHI SEI?

“Ma tu chi sei che non riesco più a ricordare,
non ricordo di te, non ricordo più chi sono, non ricordo dove abito!                                    Vedo un lago in lontananza, ma poi silenzio.                                                                  Ma tu chi sei, che lentamente la mia mente è sprofondata in un sonno profondissimo,        le mie mani tremano, nella mia testa solo confusione                                                    Poi ti vedo, per un attimo sorrido.                                                                              Scusa, ma tu chi sei?”

Michela Farabella (in memoria di mio padre Italo Farabella, classe 1935 malato di Alzheimer)