Ok del Consiglio comunale all’ordine del giorno presentato da Aime (Europa verde-Verdi) per promuovere la legalità con Ispettorato del lavoro, imprenditori e sindacati

Sostenere azioni per prevenire e contrastare il lavoro sommerso e promuovere la legalità, coinvolgendo anche l’Ispettorato del lavoro, le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali. L’invito a intervenire con urgenza per combattere il lavoro nero è contenuto nell’ordine del giorno presentato da Paola Aime (Europa verde-Verdi) e sottoscritto anche da Sinistra per Modena, che è stato approvato con il voto a favore anche di Pd, Modena civica, Movimento 5 stelle. Astenuti Lega Modena e Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia.

Il documento prosegue chiedendo all’Amministrazione attività di sensibilizzazione per rendere i cittadini maggiormente consapevoli degli effetti negativi generati dal lavoro sommerso e una campagna di informazione per sviluppare il senso civico collettivo. Invita, infine, a rendere più percepibile la presenza delle istituzioni con azioni reali, “assicurando l’interesse della città di Modena nel contrastare le irregolarità che causano un danno etico ed economico alla maggior parte della collettività”.

Nel presentare l’ordine del giorno, la consigliera Aime ha ricordato che, come risulta dal report annuale 2020 sull’attività ispettiva, l’Emilia Romagna è seconda dopo la Lombardia per numero di lavoratori irregolari, evidenziando come, a fronte dei numerosi episodi di sfruttamento del lavoro nero e irregolare, il personale ispettivo sia calato significativamente, “rendendo più facile la strada dell’illegalità e penalizzando anche gli imprenditori che rispettano le regole e che si trovano a subire una concorrenza sleale”. Aime ha sottolineato, infine, che “prevenire l’illegalità tutela la dignità e la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori, ed è condizione necessaria per lo sviluppo di un tessuto sociale sano e di un’economia più equa e sostenibile”.

Fare in modo che anche chi inizia a lavorare “sia a conoscenza dei propri diritti e diffondere una cultura della legalità delle relazioni lavorative” è una delle priorità per Antonio Carpentieri (Pd) che ha aperto il dibattito affermando che il tema è importante “anche in una realtà come quella modenese che ha un tessuto generalmente sano”.

Secondo Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) l’ordine del giorno avrebbe meritato “considerazioni più profonde che aiuterebbero anche a spiegare alcuni comportamenti dei cittadini”. Il contrasto al lavoro irregolare, ha proseguito la consigliera, è reso più difficile “dalla carenza di personale dell’ispettorato del lavoro, come detto nell’odg, ma anche dalla cancellazione di alcuni strumenti di flessibilità, come i voucher e i contratti a termine: eliminarli non crea lavoro, lo toglie”.

Camilla Scarpa (Sinistra per Modena) ha ribadito i “dati allarmanti del lavoro nero sia a livello nazionale che in Emilia Romagna, in particolare per terziario, edilizia, trasporti, agricoltura e attività professionali. L’ordine del giorno ha il merito di portare il tema in Consiglio e di darci l’obiettivo di iniziare un percorso di sensibilizzazione sul territorio”.

Anche Giovanni Silingardi (Movimento 5 stelle) ha messo l’accento sulla carenza di ispettori, affermando che sul lavoro irregolare “pesano anche le responsabilità politiche di chi ha deciso di ridurre la spesa pubblica tagliando gli ispettori. Abbiamo bisogno di lavoro più dignitoso, pagato meglio e più stabile – ha aggiunto – e per fare questo bisogna ridurre il costo del lavoro in Italia, ma per intervenire gli ispettorati devono poter funzionare e funzionare bene”.