MODENA, CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

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Gli interventi dei consiglieri prima dell’approvazione dei quattro ordini del giorno per sensibilizzare e proseguire nelle azioni di prevenzione e contrasto

Sensibilizzare sul dramma della violenza contro le donne e proseguire nelle azioni di prevenzione e contrasto è l’invito che attraversa i quattro ordini del giorno collegati alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne approvati dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 25 novembre.

L’ordine del giorno a prima firma di Irene Guadagnini (Pd) chiede anche di dedicare al tema una seduta della commissione Servizi, con particolare attenzione alla crisi sanitaria. Apporre una targa contro i femminicidi e in memoria delle donne vittime della violenza è l’invito specifico contenuto nell’ordine del giorno presentato da Camilla Scarpa (Sinistra per Modena). Promuovere azioni specifiche per intercettare i segnali di disagio e le richieste di aiuto, e proteggere le donne e gli uomini che vogliono uscire dalla violenza, è la richiesta della mozione presentata da Barbara Moretti (Lega Modena), mentre chiede di aderire alla petizione promossa dall’Udi per inserire nel Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un nuovo titolo dedicato alle molestie sessuali, l’ordine del giorno proposto da Vincenza Carriero (Pd).

Intervenendo per Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia, Antonio Baldini ha ricordato le mozioni analoghe con richiesta di azioni di sensibilizzazione e di prevenzione già presentate nel 2019 (“dove fu anche chiesta una commissione Servizi che non mi risulta sia stata mai convocata”) e nel 2020: “Presentare le stesse mozioni ogni anno – ha detto – non è evidentemente lo strumento idoneo per ottenere risultati. Occorrono azioni concrete da parte dell’amministrazione”.

Concentrandosi sull’ordine del giorno relativo alle molestie sul lavoro, Elisa Rossini ha commentato la Piattaforma per una contrattazione di genere a cui fa riferimento la petizione dell’Udi “nel punto in cui afferma che mettere il benessere del figlio o della figlia davanti a quello della madre è una forma di violenza: vi chiedo se una figlia, ancora non nata, può essere uccisa solo perché sua madre lo vuole. Questo rende ipocrita l’impianto dell’ordine del giorno e l’intero dibattito, perché questo Consiglio sta approvando una mozione mortifera”.

Aprendo gli interventi per il Pd, Irene Guadagnini ha raccontato l’esperienza svolta in classe, discutendo del tema con i ragazzi e le ragazze delle superiori “che conoscono le forme della violenza e da dove deriva e hanno mostrato il desiderio di rompere questi schemi, di non accettare ruoli imposti, di agire un cambiamento. Una consapevolezza che veniva da percorsi precedenti fatti a scuola: se c’è una speranza è in quel gruppetto di ragazzi e ragazze”. Esiste “un grave malessere sociale che va affrontato e guarito il prima possibile”, ha detto Mara Bergonzoni: “Anche a Modena dobbiamo continuare a lavorare perché la violenza nega il fondamentale diritto di vivere e lavorare in dignità e libertà”. Alberto Bignardi, che ha letto in aula il discorso del Presidente della Repubblica, ha affermato che “i dati devono far riflettere, soprattutto noi, in qualità di amministratori. Iniziative come quella di oggi sono un monito per ricordare e agire”. Dopo aver messo in evidenza il valore del lavoro dei Centri antiviolenza, Vittorio Reggiani ha osservato che “bisogna educare non solo ai comportamenti individuali ma anche a un comportamento collettivo per la società, con l’obiettivo di ridurre i casi di cui si viene a conoscenza solo quando esplodono”. Vincenza Carriero, replicando alla consigliera Rossini, ha definito “imbarazzante” la lettura politica data all’ordine del giorno per contrastare le molestie sul lavoro che vuole essere “un supporto per far crescere anche nelle aziende una cultura del non odio e della non violenza”. È “molto grave – ha aggiunto Federica Di Padova – l’accusa rivolta al Consiglio di votare in maggioranza una mozione ‘mortifera’, quando oggi siamo qui per combattere la morte e la violenza”. Antonio Carpentieri ha affermato che “fare memoria, come oggi, è un gesto simbolico che può avere ricadute concrete, le storie che abbiamo sentito possono generare un cambiamento in chi le ascolta, magari piccolo, ma che soprattutto se avviene nei più giovani, può arrivare a cambiare la storia”. Tommaso Fasano, infine, è intervenuto in qualità di presidente della commissione Servizi per confermare la programmazione di una seduta dedicata al tema all’inizio del 2022.

Secondo Enrica Manenti (Movimento 5 stelle) siamo in una situazione di “emergenza totale che obbliga tutti a chiedersi dove abbiamo sbagliato e a correggere il tiro. Qualsiasi cosa che ognuno può fare deve essere fatta. Per questo abbiamo aderito a tutti gli ordini del giorno, per sostenere ogni azione utile, soprattutto per prevenire la violenza”.

Paola Aime (Europa verde-Verdi) ha messo l’accento su un aspetto “del quale si parla poco ed è il ‘dopo’ di chi resta dopo un femminicidio: dei figli, spesso piccoli, che non possono contenere mentalmente quella violenza, e dei genitori di chi non c’è più e di chi ha ucciso. Il 25 novembre ci ricorda che tutti i giorni dobbiamo agire, per esempio per scardinare gli stereotipi di genere, e tutta la politica deve sentirsi coinvolta in questo processo di civiltà”.

Per Lega Modena, Barbara Moretti ha sostenuto l’adozione, come proposto nell’ordine del giorno, di strumenti come il controllo del vicinato, “utilizzando le realtà già esistenti nei quartieri, in modo che, insieme alle istituzioni, possano attivare gli aiuti, sostenendo le donne senza lasciarle sole nel contesto di un’attenzione di prossimità”. Giovanni Bertoldi, dopo aver ricordato che già lo scorso anno era stata approvata una mozione che auspicava azioni di sensibilizzazione e di prevenzione, senza che le cose siano migliorate. “Proporre tutti gli anni le stesse parole di condanna senza farle seguire da gesti concreti è oltraggiare le vittime della violenza, molte delle quali hanno invocato un aiuto che non hanno trovato”.

Secondo Camilla Scarpa (Sinistra per Modena) è necessaria “un’analisi politica del fenomeno della violenza: occorre partire dal fatto che le violenze sono parte integrante di una cultura maschilista e patriarcale ancora presente e sulla quale bisogna lavorare in modo significativo. Bisogna fare prevenzione e contrasto a più livelli, anche mettendo in campo attività di formazione e politiche a sostegno del ruolo femminile”.