domenica, 26 Giugno, 2022

CACCIARI, DUE ITALIA IN 1.12.4 EGUAGLIA IL RECORD DELLA CORSA E QUELLO FEMMINILE DELLA GENERAZIONE

 1 DUE ITALIA (A. Farolfi ) 1.12.4
2 DOROTHY BAR (E. Bellei) 1.12.7
3 DONI MAKER (A. Simioli) 1.13
4 DAYTONA DI CECCO (P. Gubellini) 1.13.5
5 DUCK JET (M. Raimo) 1.14.2

di, Mario Alderici

Stava correndo sempre bene nei gran premi Due Italia pagando il doppio km e quando ha potuto tornare sul preferito miglio non ha fallito eguagliando il record della corsa di Valchiria Op e quello femminile della generazione di Desiree Joyeuse di 1.12.4 vincendo la sua prima classica, il Cacciari. A dare una mano a Due Italia il ritiro di Dalia Di No e l’errore sulla prima curva di Diva Indal che era stata la prima a presentarsi sull’accondiscendente Donnavventura Ors; a quel punto è stata Due Italia che ha ottenuto strada e ha meritato il successo andando via a tutta con primo km in 1.11.4. Accoppiata da trainer di Mauro Baroncini con il secondo di Dorothy Bar finita bene a regolare una buona Doni Maker mentre ha accusato in retta l’impegno allo scoperto la favorita Daytona Di Cecco, ha sbagliato sull’ultima curva Divina Trio che si profilava minacciosa in terza ruota, aveva sbagliato al via Daughter As e non ha corso Diletta Axe.

Allo stacco sbaglia Daughter As e sulla rapidissima Donnavventura Ors, intenzionata a mandare via, si presenta e ottiene strada Diva Indal che però sulla prima curva sbaglia e così è Due Italia a sfilare lasciando scoperta Daytona Di Cecco. Terza in corda Divina Trio su Donata Indal che però sbaglia, Doni Maker, Dorothy Bar e in coda Duck Jet. Dopo un quarto in 28 Due Italia fa capire le proprie intenzioni a Daytona completando i 600 in un vertiginoso 41.4. Dopo metà gara in 56.5 Divina muove in scia a Daytona e dopo un km in 1.11.2 muove in terza ruota seguita da Doni a sua volta pedinata da Dorothy. Sull’ultima curva scappa via Due italia mentre in terza e quarta ruota scattano Doni e Dorothy. In retta Due Italia si sottrae in 1.12.4 all’affondo di Dorithy Bar che piega Doni Maker.

Due Italia, guidata da Andrea Farolfi per il training di Mauro Baroncini e i colori della W Giovane Italia di Paolo Santulli che l’ha anche allevata e ha genealogia americana (al 100% in linea maschile) con un 5 x 4 + 4 su Speedy Somolli essendo figlia di Adrian Chip e Unique Grif, una figlia di Varenne e Uno Mattina (che ha dato la pluripiazzata classica Italia Uno da cui il vincitore dell’Anact Maschi e del San Paolo Uno Italia) al primo prodotto; la sesta madre Dogarina Lin ha prodotto Ledro, vincitore di ben 11 gran premi.Adrian Chip ha avuto una brillante carriera avviata negli States (2° Hambletonian e World Trotting Derby) e proseguita in Europa vincendo il GP Orsi Mangelli, l’Ulf Thoresens, il Solvalla GP e l’Axel Jensen Minneslopp. Si è presentato subito come uno dei prosecutori della pregiata linea maschile offerta dal top sire americano Andover Hall. Fra i principali soggetti italiani: Vitruvio, Vaprio, Vallecchia Dr, Saba Del Ronco, Valdivia, Urbanio, Due Italia, Daytona Di Cecco; in Svezia Diamanten e Free To Party; in Germania Adriano B.R.

GIOVANARDI, DIMITRI FERM AL RECORD DELLA GENERAZIONE SUL DOPPIO KM DI 1.13.6

 

 1 DIMITRI FERM (A. Farolfi) 1.13.6
2 DANGER BI (M. Biasuzzi) 1.13.8
3 DAKOVO MAIL (R. Ossani) 1.14.1
4 DIAMOND TRUPPO (E. Bellei) 1.14.2
5 DUNDEE AS (A. Gocciadoro) 1.14.3

Nel Giovanardi ancora Mauro Baroncini, ancora Andrea Farolfi, ancora Nad Al Sheba. Già a segno nel Cacciari con Due Italia Andrea Farolfi e Mauro Baroncini sigliano anche il Giovanardi, la quarta volta per Andrea, la sesta per Mauro a segno anche con Nad Al Sheba, papà di Dimitri Ferm che oggi ha vinto (sfilando davanti sul velocissimo e accondiscendente Diabolik Nap) al record della generazione sul doppio km di 1.13.6 guidando ad andatura costante. Si è liberato tardi Danger Bi finendo bene dalla scia di Dakovo Mil che lo aveva preceduto dal via mentre ha pagato il rientro cedendo il favorito Denzel Treb e ha deluso in percorso esterno Dardo Zack.

Al via Dimitri Ferm ottiene strada da Diabolik Nap dietro il quale ripiega Denver Gio che poi torna in fuori per lasciare sfilare Deus Zack rimasto in terza ruota e rilevarne la scia seguito da Denzel Treb infilato da Dakovo Mail, poi Dardo Zack che sta al largo infilato da Dundee As e tenendo in terza ruota Demon Dell’Est che retrocede in coda, Diamond Truppo, Danger Bi mentre ha sbagliato Die Hard. Primo quarto in 29.8, 600 in 44.7 e mezzomiglio in 59.5 con Denzel che scatta in terza ruota seguito da Dardo e dopo un km in 1.15 scavalca Deus, saltato anche da Dardo che lascia in terza ruota Diamond mentre muove anche Dundee e in corda recupera Danger. Sulla penultima curva sbaglia Diabolik e scende secondo Denzel  per muovere nuovamente ai 600 in anticipo su Diamond lanciato in terza ruota con in scia Denver seguito da Dundee, mentre la scia del leader è presa da Dakovo seguito da Danger. Sull’ultima curva cede Denzel Treb liberando la destra a Dakovo ma allunga Dimitri Ferm che chiude netto in 1.13.6 su Danger Bi che finisce bene a regolare nettamente all’interno Dakovo Mail.

Dimitri Ferm, allenato da Mauro Baroncini, è allevato e di proprietà della Dream Ferm e ha genealogia americana in linea maschile e francese in quella femminile con un 4 + 5 x 5 su Speedy Crown essendo figlio di Nad Al Sheba e Tracy Chapman che nasce da Goetmals Wood e dalla vincitrice dell’Emilia Bessie Smith che ha dato 10 prodotti tutti in corsa tra i quali il vincitore di Maschio Angioino e Mediterraneo Marimari; la quarta madre Quariette ha dato la vincitrice del Città di Treviso e del Grassi Eclissi Lunare; la quinta madre Etincelle ha dato la vincitrice del Grassi e dell’Elwood Medium Siginda, il vincitore del Locatelli Toujours e Quariette che ha dato la vincitrice di Grassi e Città di Treviso Eclissi Lunare che ha dato Piccardo (padre di Louvre) e il vincitore del Regione Sicilia Byron Lord e Notte di Luna da cui il derbywinner Bluam Lb; la sesta madre Tinca ha dato il vincitore del Società Terme Cartesio; l’ottava madre è la vincitrice della Matron Stakes Final 3yo Emily Stokes. Nad Al Sheba (che prima dell’infortunio che ne ha interrotto la carriera ha vinto Nazionale al record del mondo dei 3 anni di 1.12.1 sul doppio km, Elwood Medium e Giovanardi) è figlio di Windows’s Legacy (vincitore della Triplice Corona, Yonkers Trot, Hambletonian e Kentucky Futurity e padre dei vincitori classici Lucky Chucky, Bluegrass, Valley Victory e Thatnotmymane vincitrice a tempo di record del Marrie Annebelle 2010; ma in grande evidenza anche in Italia con Peredhil Baba madre della vincitrice dell’Orsi Mangelli Filly Zona Da e con Solairesse madre del vincitore dell’Inverno Prince Wind, in Svezia e in Finlandia) e Divina Dei (figlia di Diamond Way, mezza sorella del vincitore del Mattii Forbante Dei e madre, oltre a Nad Al Sheba, di Ora Pronobis, quarto nello Jegher), incrocia quindi 3 x 4 x 5 su Speedy Crown; la quarta madre Noble Gal è stata la prima fattrice al mondo a dare sette figli che hanno corso sotto i 2 minuti (tra cui l’ex primatista mondiale dei 2 anni Noxie Hanover, 1.55, e il vincitore del San Paolo Newfi Hanover), nonchè Super Way, padre del top sire Diamond Way, e Novella Hanover da cui il vincitore del Costa Azzurra Columnist e di Noble Hanover, quarta madre di Going Kronos che ha record di 1.09.9 e della vincitrice del World Trotting Derby Filly Lantern Kronos primatista assoluta dei 3 anni indigeni con record di 1.10 conseguito negli Usa nel 2008 e madre di The Bank che ha dato Caramel Club. Nad Al Sheba sta ricevendo il testimone dal leader degli stalloni Varenne (attualmente è in testa nelle generazioni C e D) avendo produzione (ogni anno un soggetto di prima categoria) illustrata da Tuscania Pal, Taylor Roc, Uragano Trebì, Uvaggio, Victor Ferm, Vertigo Spin, Vandalo Gio, Viola Trio, Venivici Roc, Ziman, Zefiro Bell, Zoe Amg, Aramis Ek, Anubis, Alhambra Mail, Belmarino, Baltimora Trio, Brillant Ferm, Capital Mail, Chuky Roc, Caronte Trebì, Cher Ek, Callisto, Criss Cross, Chance Ek, Dimitri Ferm, Diamante Grif, Demon Dell’Est, Decimomeridio Gpd, Divina Trio, Dalia Di No, Dakovo Mail, eccetera.