sabato 16 ottobre 2021

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Capucines (a destra nella foto) e Caro. Fendi First (a sinistra nella foto) e Triomphe. Goya e Amazona

Sono i nomi delle borse e delle linee di pelletteria di maggior successo di Louis VuittonDiorFendiCeline e Loewe. In altre parole, i top brand di LVMH, che la corazzata francese cita come “campioni delle vendite” del suo ennesimo strabiliante trimestre fiscale. Strabiliante e da record, visto che la sua Fashion & Leather Goods Division ha schiantato ogni precedente risultato trimestrale, crescendo del 24% sul 2020 e del 38% sul 2019. Numeri che rassicurano gli investitori e permettono a LVMH di affermare di aver (quasi) cancellato la pandemia e i suoi effetti da conti, operazioni e bilanci.

I primi nove mesi

LVMH ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un fatturato di 44,18 miliardi di euro, il che vuol dire una crescita organica del 40% sul 2020 e dell’11% sul 2019. Nei nove mesi, la Fashion & Leather Goods Division ha raggiunto ricavi per 21,3 miliardi di euro: +57% sul 2020 e +38% sul 2019. Luca Solca, analista di Bernstein, ha affermato che questa divisione ha superato le aspettative, il che “sarà un sollievo per gli investitori“. In ottica futura “il gruppo confida nel proseguimento dell’attuale crescita” si legge nella relazione diffusa da LVMH che nel terzo trimestre, in totale, ha incassato 15,5 miliardi di euro, 500 milioni in più di quanto previsto dagli analisti.

 

 

Lo strabiliante trimestre di LVMH

LVMH è il primo grande gruppo del lusso che pubblica i dati del terzo trimestre. Dati che ci dicono quanto il comparto goda di ottima salute grazie alla forza della domanda negli USA. Non solo: anche la Cina mantiene la rotta, dimostrando di aver subìto ripercussioni dal discorso sulla “prosperità comune” di Xi Jinping. Non a caso, il direttore finanziario di LVMH, Jean Jacques Guiony, afferma di non aver visto “alcun cambiamento” nelle attività cinesi, come riporta il Financial Times.

LVMH cancella la pandemia

“Abbiamo quasi completamente cancellato l’impatto della crisi sanitaria in meno di un anno“, dice Guiony, sottolineando come LVMH non abbia avuto problemi con la supply chain, dato che la sua produzione è in gran parte basata in Europa, come scrive Reuters. (mv)