La richiesta avanzata dalla società Deloitte per prevenire possibili frodi è ritenuta una pretesa vessatoria che non trova giustificazioni procedurali, ma risulta essere solo un ulteriore appesantimento burocratico ed un’evidente violazione della privacy dei professionisti.

MODENA – Produrre un video di qualche minuto nel quale, per conto del proprio cliente, il tecnico asseveratore (normalmente: un ingegnere) illustri brevemente l’intervento realizzato. Chi non lo fa rischia di vedersi respinta la richiesta di cessione del credito del superbonus. “Questa incredibile iniziativa è stata lanciata nei giorni scorsi dalla società Deloitte e giustificata come misura di prevenzione di possibili frodi: l’Ordine degli Ingegneri di Modena annuncia diffida e solleverà la questione sui tavoli tecnici preposti, a supporto dei propri iscritti e per tutelarne la dignità professionale” dichiara l’Ingegnere Michele Bonaretti, membro del Consiglio Direttivo dell’Ordine provinciale, che rilancia a livello locale l’analoga protesta già formalizzata in ambito nazionale dalla Rete Professioni Tecniche. L’iniziativa di Deloitte ha scatenato le giustificate proteste e l’indignazione dei professionisti impegnati nell’attività di asseverazione. La società ha infatti previsto di inserire nella sua piattaforma “Deloitte banca e cessione del credito” un video per ogni asseverazione rilasciata, la cui pubblicazione è necessaria per farsi riconoscere la cessione del credito per Bonus edilizi e Superbonus. Il filmato, della durata massima di 5 minuti, deve inquadrare espressamente il volto del tecnico e l’immobile oggetto di intervento. Quest’ultimo non solo dovrà essere riconoscibile, ma è necessario inquadrare il cartellone di cantiere, il numero civico, il contesto urbanistico. Non basta: il tecnico dovrà citare espressamente gli importi e gli interventi asseverati, mostrando tutti i lavori eseguiti. “Si tratta di una richiesta che va assolutamente respinta – prosegue Bonaretti – per una serie di precisi motivi. Tanto per cominciare, questa complicazione procedurale non trova alcun tipo di appiglio normativo. Se poi lo scopo è quello di scoraggiare eventuali truffe, l’effetto è del tutto nullo. Né l’iniziativa può avere un impatto in merito alla responsabilità della banca, dato che il dolo o la colpa grave della stessa non possono seriamente sussistere in presenza di crediti correttamente asseverati. Inoltre, questo ulteriore appesantimento burocratico non solo viola l’art. 1341 del Codice dei Contratti, ma non ha nemmeno alcun rilievo rispetto alle vigenti disposizioni in materia di antiriciclaggio o di responsabilità dell’impresa. Infine, si configura come un’evidente violazione della privacy dei professionisti, oltre a rappresentare un pericoloso precedente”. Ribadendo la propria assoluta contrarietà a questa iniziativa estemporanea, l’Ordine degli Ingegneri di Modena ricorda che le asseverazioni rilasciate dai propri iscritti sono già ampiamente sufficienti a garantire tutte le parti coinvolte nell’intervento edilizio, comportando inoltre per il professionista precise responsabilità civili, penali e patrimoniali.

L’Ordine degli Ingegneri di Modena