Gianni Versace

 

Gianni Versace – https://biografieonline.it/
Rose Hartman via Getty Images 
Gianni Versace

Biografia  Lo stile, la moda, l’arte

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Uno dei più grandi nomi della moda italiana nel mondo, lo stilista Gianni Versace nasce a Reggio Calabria il 2 dicembre 1946.

All’età di 25 anni decide di trasferirsi a Milano per lavorare come disegnatore di abiti: disegna le sue prime collezioni pret-a-porter per le case Genny, Complice e Callaghan. Nel 1975 presenta la sua prima collezione di abiti in pelle per Complice.

È il 28 marzo 1978 quando presso il Palazzo della Permanente, a Milano, Gianni Versace presenta la sua prima collezione donna firmata con il suo nome.

Storia della Medusa di Versace, il simbolo che custodisce il dna del marchio da sempre

france july 15 haute couture fall winter 1999 2000 fashion show in paris, france on july 15, 1999 versace gisele bundchen photo by daniel simongamma rapho via getty images
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La Maison della Medusa, così viene chiamata casa Versace, uno dei marchi di moda più noti al mondo, che nel corso della storia ha guadagnato favori e ammirazioni al di qua e al di là dell’oceano per il suo rappresentare l’essenza dell’italianità e dell’altissimo artigianato Made in Italy. Un nome, o meglio un appellativo, che come spesso accade proviene da un simbolo, preso dalla mitologia greca, e oggi divenuto uno dei loghi più emblematici e riconosciuti della fashion industry nonché parte integrante del dna stesso del marchio.

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Tutto ha inizio nel 1993. Gianni Versace, designer e fondatore dell’omonimo brand meneghino ormai quindici anni prima, è nel pieno della sua fama internazionale. Le sue creazioni vengono viste non solo sulle passerelle, ma anche indosso alle donne più affascinanti dell’epoca dagli USA al Belpaese. Quello che Gianni Versace vuole è trovare un’immagine che possa collegare la Maison alle sue origini calabresi e al suo passato nella sartoria materna, ma anche che accompagni il suo nome lungo il sentiero che conduce alla fama eterna. Ed è allora che il creativo sceglie la Medusa, dopo essere rimasto affascinato dal ritrovamento di una testa in marmo, durante degli scavi archeologici nella sua città natale, Reggio Calabria, quando era bambino. Una gorgone, un mito, impregnato di fascino, controversia e misticismo, diventato presto sigillo biografico delle creazioni di Versace e presenza fissa nella vita dello stilista. La Medusa è citata ovunque. Incastonata sui bottoni delle giacche, disegnata nei fermagli delle borse e persino impressa sul pavimento in mosaico della sua villa di Miami, dove Versace viene assassinato nel 1997.
L’anno seguente Versace, che ha sempre tenuto in grande considerazione la sua immagine, inizia una fortunata collaborazione con il fotografo americano Richard Avedon.
Nel 1982 gli viene assegnato il premio “L’Occhio d’Oro” come milgior stilista 1982/83 Collezione Autunno/Inverno donna; è il primo di una lunga serie di riconoscimenti che coroneranno la sua carriera. In questa collezione Vesace introduce quegli elementi in metallo che diventeranno un dettaglio classico delle sue produzioni. Nello stesso anno inizia una collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano: disegna i costumi per l’opera “Josephlegende” di Richard Strauss; la scenografia è curata dall’artista Luigi Veronesi.

Nel 1983 Versace crea i costumi per il “Lieb und Leid” di Gustav Mahler. Il suo nome è protagonista a “È Design”, presso il Padiglione di Arte Contemporanea, dove espone una sintesi delle sue ricerche tecnologiche nel campo della moda.

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L’anno successivo crea i costumi per il “Don Pasquale” di Donizetti e per il “Dyonisos”, diretto da Maurice Bejart. Al Piccolo Teatro di Milano, il coreografo belga prepara una triptych danse in onore del lancio del profumo “Versace l’Homme”.

A Parigi, pochi mesi più tardi, in occasione della presentazione europea del profumo, viene organizzata una mostra di arte contemporanea dove vengono esposti i lavori di artisti internazionali legati al nome di Versace, e allo stile della sua moda. I giovani sono sempre stati una delle maggiori fonti di ispirazione per Gianni Versace: nel 1983 lo stilista è invitato al Victoria & Albert Museum di Londra per intervenire ad una conferenza sul suo stile, per parlare a un vasto gruppo studenti e presentare la mostra “Arte e moda”.

All’inizio del 1986 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga conferisce a Gianni Versace il titolo di “Commendatore della Repubblica Italiana”; il National Field Museum di Chicago presenta una mostra retrospettiva sul lavoro di Versace dell’ultimo decennio. A Parigi, durante la mostra “Gianni Versace: Obiettivo Moda”, che illustra i risultati della collaborazione fra Versace e molti blasonati fotografi internazionali (AvedonNewton, Penn, Weber, Barbieri, Gastel, …), il capo di Stato francese Jacques Chirac gli assegna l’onorificenza “Grande Medaille de Vermeil de la Ville de Paris”.

Nel 1987 i costumi dell’opera “Salome” di Richard Strauss, per la regia di Bob Wilson, presentata alla Scala, sono firmati Versace; poi “Leda e il Cigno”, del coreografo Maurice Bejart. Il 7 aprile dello stesso anno viene presentato il libro “Versace Teatro”, pubblicato da Franco Maria Ricci.

Due mesi più tardi Gianni Versace segue in Russia Bejart, per il quale disegna i costumi del “Balletto del XX secolo” trasmesso alle tv di tutto il mondo da Leningrado, per il programma “The white nights of dance”. Nel mese di settembre la professionalità e l’enorme contributo di Versace al teatro sono premiati con il prestigioso premio “Maschera D’Argento”.

Nel 1988 dopo aver presentato a Bruxelles i costumi per un balletto ispirato alla storia di Evita Peron, la giuria del premio “Cutty Sark” nomina Gianni Versace “stilista più innovativo e creativo”. Nel settembre successivo apre il suo primo showroom in Spagna, a Madrid: 600 metri quadri è la sua superficie.

Nel l991 nasce il profumo “Versus”. Nel 1993 il Consiglio degli stilisti d’America gli assegna l’Oscar americano per la moda. Intanto continua la sua collaborazione con l’amico Bejart e con fotografi di rango: insieme agli artisti della pellicola vengono pubblicati testi di successo come “Uomini senza cravatta” (1994), “Non disturbare” (1995), “Rock e regalità” (1996).

Nel 1995 Versus, la linea giovane di casa Versace, debutta a New York. Nello stesso anno la maison italiana finanzia la mostra dell’Alta Moda organizzata dal Metropolitan Museum of Art e quella dedicata alla carriera di Avedon (“Richard Avedon 1944-1994″). Gianni Versace collabora in stretto contatto con Elton John per aiutare la Fondazione di ricerca sull’Aids del cantautore inglese.

Poi, la tragedia. Il 15 luglio 1997 il mondo viene scosso dalla notizia che Gianni Versace è stato assassinato sugli scalini della sua abitazione di Miami Beach (Florida) da Andrew Cunan, serial killer da tempo ricercato.

Di lui, l’amico Franco Zeffirelli ha detto: “Con la morte di Versace l’Italia ed il mondo perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo, regalandole la fantasia e la creatività.“.

E poi alcune delle artiste che hanno indossato i suoi abiti sulla scena, come l’etoile Luciana Savignano, che è stata la prima ballerina che ha indossato i suoi costumi disegnati per il teatro, fino ad arrivare a personaggi dello spettacolo come Patty Pravo ed Alba Parietti.

 

A fungere da perfetto contorno le splendide fotografie tratte dall’archivio privato della famiglia Versace, oltre alle illustrazioni di Manuela Brambatti: una serie di bozzetti originali con cui l’artista ha voluto rendere omaggio agli abiti e ai costumi più iconici disegnati da Gianni.

Ma tra le pieghe del suo vissuto, costellato di successi e glamour allo stato puro, escono allo scoperto anche aspetti meno noti e contrasti: la sua passione per la lettura, l’arte e il teatro, per il quale disegnò molti costumi di scena, in particolare per il teatro AllaScala di Milano e per i balletti di Maurice Bejàrt.

Nel 2013 Mediaset acquista i diritti sul libro biografico che racconta la vita di Versace, scritto dal giornalista Tony Di Corcia: il libro sarà alla base della sceneggiatura di una fiction per la tv.

Ma a fare di Versace lo stilista e il personaggio speciale che era, hanno contribuito in misura determinante i suoi affetti più cari, come la madre Franca e la famosa sorella Donatella, da sempre vera e propria musa ispiratrice e ideale prosecutrice dello stile dell’Impero della medusa.

Frasi di 

Donatella Versace:

“Dopo la morte di Gianni non sentivo più emozioni. Ho perso la mia metà. Il dolore resta”, “Penso sempre a cosa direbbe sulle mie collezioni, il suo giudizio per me è importante, nonostante sia consapevole che non ci sia più”