IL PUNTO-La platea è silenziosa ed attenta, quando inizia la commedia

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Matteo Salvini
Modena, 2 agosto 2020
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La platea è silenziosa ed attenta, quando inizia la commedia
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Si alza il sipario, c’è un tavolo al quale sono assisi due figuri, maschi e giovani; dopo lunga discussione i due decidono di fare un governo insieme e si danno un programma con le solite promesse di felicità e soldi per tutti e scelgono un premier che si presenta bene, sa parlare ed è ben vestito ma soprattutto non mostra di avere un forte carattere.
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Un punto fermo del programma di governo consiste nel volere contrastare la immigrazione clandestina perchè è un reato; perchè costa ai cittadini un sacco di soldi; perchè fa crescere il pericolo dell’ordine pubblico pesando negativamente sui delicati equilibri sociali interni; perchè contribuisce a sviluppare il lavoro nero e la schiavitù dei più deboli.
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Succedono varie cose sulle quali sorvolo, fino a quando i due non si amano più e decidono di divorziare. Come da copione l’amore si trasforma in odio ed uno dei due saluta e se ne va, mentre l’altro decide di cambiare premier: è sempre quello di prima, ma si è sottoposto ad un trapianto di personalità, il chè dà vita ad una notevole serie di gag che a volte fanno piangere ed a volte fanno ridere va in scena un colpo di scena: è l’arrivo di una brutta influenza, nulla di eccezionale perchè da quando esiste, l’uomo muore di mille malattie. Però in questo caso gli esperti non conoscono il virus, ma poi per fortuna lo battezzano con nome e cognome: Corona Virus19 e con una abilissima campagna pubblicitaria inducono il popolo ad avere paura, la gente viene chiusa in casa, si svuotano le fabbriche, i bar, le strade, si blocca tutto, anche il pil.
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Le televisioni ed i giornali contano i morti quotidiani e sparano numeri che nessuno può esaminare: i morti sono più di 35.000 e fate i bravi, altrimenti crescono e potrebbe capitare a voi; qualcuno rileva che i morti ci sono sempre stati e sempre ci saranno e che il fumo ne provoca molti di più, fra l’indifferenza dello stato, che sui tabacchi ci guadagna. Fra gli spettatori prima serpeggia il panico, ma poi qualcuno reagisce e si mette a fischiare ed il bravo regista ne inventa un’altra: sbatte un mostro in prima pagina.
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Vi ricordate di quando il barcone lo guidavo io, ma che non ero io ? In quel tempo, mentre io dormivo ed il mio equipaggio era distratto, uno dei miei vice ha girato il timone ed ha cambiato rotta: che cosa avesse in testa non lo capisco, anche se so per certo di avergli dato io le coordinate per la navigazione, che lui ha rispettato a puntino e questo è innegabile, ma oggi io non sono più quello di prima; o meglio, lo sono ma sono un altro; logico, no ?.
Un medico che si trova fra gli spettatori mormora ai vicini: “è un classico caso di schizofrenia, tranquilli che vediamo come va a finire”. Ma a questo punto invadono la scena due carabinieri in divisa che ammanettano il losco figuro accusato dal premier di avere rispettato le sue direttive e lo portano via.
Cala il sipario.
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La commedia è finita. Ma non andate via, che dopo l’intervallo regolamentare vi attende la comica finale, che promette risate a più non posso.
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Si accendono le luci, si chiude il primo atto.
Continua…
Carlo BERTI
redazione@primopiano.net