Per una volta Hermès delude le attese. Nel quarto trimestre 2021, le vendite della Divisione Pelletteria e Selleria, che valgono quasi la metà di quelle totali, sono diminuite del 5,4% a cambi costanti rispetto all’analogo periodo del 2020. Un calo doppio rispetto a quello previsto dagli analisti. Una stonatura rispetto agli altri gruppi del lusso che invece, nello stesso periodo, hanno accelerato le entrate provenienti dalla moda e dalla pelletteria. Ma il CEO della griffe, Axel Dumas, non si scompone e spiega questo sorprendente segno “-” con il fatto che Hermès si è autoimposta dei limiti produttivi. Sembra paradossale, ma questo pare essere il prezzo dell’esclusività che la maison francese si è autoimposta, al punto da non riuscire a tenere il ritmo della domanda. Le azioni della maison sono scese al minimo degli ultimi 5 anni.

Il prezzo dell’esclusività

“Ci vogliono 15 ore per confezionare una borsa Hermès. Anche se c’è molta domanda, non ho intenzione di iniziare a farla in 13 ore per aumentare la produzione“, dice Dumas ai giornalisti (fonte Reuters). Il gruppo assume circa 400 artigiani all’anno. Un numero che al momento non può aumentare molto dato il tempo necessario per formarli, aggiunge Dumas. La lista di attesa per le ambite borse Birkin e Kelly, dunque, è sempre più lunga. Ogni anno, però, la produzione di pelletteria della maison cresce non oltre il 7-8%, a prescindere dai volumi della domanda. Morale: il prezzo di essere esclusivi non spaventa Dumas che conferma come Hermès non abbia intenzione di cambiare questa politica.

 

 

La politica dei prezzi

Quanto ai prezzi, a gennaio la griffe li ha ritoccati del 3,5% medio in tutto il mondo. Nel 2021, invece, l’aumento era stato dell’1,5%. Dumas, riporta Bloomberg, ha affermato che l’azienda di lusso si sta attenendo a una politica di aumento dei prezzi legati ai costi di produzione e di lavoro e, generalmente, ritocca i listini una volta all’anno. Secondo lo stesso CEO, data la sua produzione artigianale, l’azienda è meno esposta dei rivali all’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime.

I numeri del trimestre

Nel quarto trimestre 2021, Hermès ha dichiarato vendite in aumento dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2020. Un valore inferiore sia alla crescita registrata nei precedenti trimestri sia a quella dei competitor del lusso. Detto questo, il gruppo ha superato la pandemia Covid meglio di molti rivali, e le sue vendite nel 2021 sono arrivate a 8,92 miliardi di euro. In altre parole: +42% rispetto al 2020 e +33% rispetto al 2019. (mv)

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