DIARIO di OGGI – Bill Gates, la mente a finestre aperte

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da redazione-online

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28 ottobre 2020

Bill Gates Dati sintetici

Imprenditore statunitense, fondatore di Microsoft

DATA DI NASCITA

Venerdì 28 ottobre 1955

LUOGO DI NASCITA Seattle, Stati Uniti-ETÀ 65 anni-

 

 

 

 

 

 

 

 

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Bill Gates nelle opere letterarie Libri in lingua ingles

Biografia  Mente ha e finestre aperte

Il vero, regale nome di Bill Gates, divenuto famoso in tutto il mondo come uno dei più clamorosi esempi di “self made man” all’americana del XX secolo, è William Gates III.

Amato o detestato, ammirato o criticato per le sue scelte monopoliste, ha comunque creato un impero economico praticamente dal nulla, fondando insieme a un amico la Microsoft Corporation, il fornitore di software leader mondiale nel settore.

Nato il 28 ottobre 1955 a Seattle, Bill Gates ha sviluppato fin da giovanissimo una passione per i computer e tutto ciò che possiede caratteristiche tecnologiche, fino ad arrivare (a soli tredici anni!) a sviluppare programmi in completa autonomia. Chiuso e solitario, passa intere giornate davanti a rudimentali computer, gli stessi che grazie a lui subiranno un fondamentale sviluppo e un colossale lancio sul mercato. Ma è proprio “smanettando” su quei lenti e laboriosi catafalchi che Bill Gates comincia ad intuire che il passo per una loro reale diffusione passa attraverso una semplificazione del linguaggio, ossia attraverso una “popolarizzazione” del modo in cui si danno le istruzioni alla fredda e “ottusa” macchina elettronica.

Il presupposto da cui partì Gates (e con lui molti altri ricercatori o appassionati del settore) è che non tutti possono imparare i linguaggi di programmazione, sarebbe impensabile: bisogna dunque studiare un metodo alternativo, comprensibile a tutti. Come in una sorta di medioevo moderno Bill Gates si affida ai simboli, e, sulla scia di Mac, di Amiga e del progetto PARC, passa ad utilizzare le famose “icone”, semplici simboli che è sufficiente cliccare con un dispositivo di puntamento, per mettere in funzione il programma che si desidera utilizzare. Ancora una volta, è la forza delle immagini ad imporsi.

Nel 1973 Bill Gates entra alla Harvard University dove stringe amicizia con Steve Ballmer (attuale presidente di Microsoft). Durante il periodo universitario Gates sviluppa una versione del linguaggio di programmazione BASIC per il primo microcomputer (il MITS Altair). Nel frattempo viene fondata Microsoft nel 1975, insieme all’amico Paul Allen, che in breve tempo assorbe quasi completamente le energie del giovanissimo Bill Gates.

Il principio che muove l’impresa di Microsoft è che il personal computer diverrà nel futuro un oggetto indispensabile, “presente su ogni scrivania e in ogni casa“. Nello stesso anno, ad una velocità impressionante, effettua la prima vendita di software della Microsoft, cedendo a Ed Roberts (proprietario di una società chiamata “MITS” – Model Instrumentation Telemetry System) un “interprete Basic per Altair”. Due cose sono state subito notate dagli osservatori del settore: la lotta alla pirateria informatica e la politica della sua società di cedere la sola concessione d’uso del software, non il codice del programma.

Membro dell’Homebrew Computer Club (un gruppo di appassionati di informatica che si ritrovava nel garage di Gordon French, a Menlo Park nella futura Silicon Valley), Gates lotta subito contro l’abitudine degli altri membri di copiare il software.

Quella che poi diverrà “pirateria informatica” allora era semplicemente l’abitudine di scambiarsi hardware e programmi insieme a suggerimenti e idee; ma anche allora, come oggi, Gates non sembrava gradire il fatto che nessuno volesse pagare quella licenza. La fortuna di Gates fu quella di capire che non si doveva cedere il software, ma solo la sua licenza d’uso: così nel 1977, quando la MITS passò dalle mani di Ed Roberts per essere incorporata nella PERTEC, quest’ultima tentò di rivendicare il possesso del programma, salvo venire smentita da un tribunale.

Un altro sodalizio importantissimo per l’ascesa di Gates nell’Olimpo dei multimiliardari è quello con la IBM, istituitosi nel 1980: l’allora semi-sconosciuto programmatore Basic venne contattato dal gigante americano, privo di un vero competente in fatto di programmazione.

Senza un sistema operativo computer è praticamente inservibile, è solo una macchina incapace di muoversi. Sorprendentemente, dati i costi troppo elevati di investimento, la IBM rinunciò allo sviluppo di un proprio sistema operativo preferendo rivolgersi ad aziende esterne. Ad agosto di quell’anno Microsoft firmò un contratto di consulenza per la creazione di un sistema operativo da utilizzare sui Personal Computer IBM.

Microsoft acquistò dalla Seattle Computer Products, il Q-DOS, “Quick and Dirty Operative System”, un sistema operativo veloce, anche se non altamente sofisticato. Sarà questo a fare la fortuna di Microsoft, venendo incorporato in tutti i PC IBM con il nome di MS-DOS, a partire dal 12 luglio 1981.

Come scrive Gianmario Massari nella sua ricostruzione effettuata per il giornale IlNuovo.it: “Ogni nuovo Pc di IBM, e tutti i cloni delle aziende che produssero hardware da quel momento in poi, avrebbero adottato l’MS DOS prima, Windows poi. Una “tassa Microsoft” come qualcuno dei detrattori della società di Gates definisce questa pratica. Sottovalutando l’impatto che il Pc avrebbe avuto (IBM stimava di vendere 200 mila modelli nei primi 5 anni, ne vendette 250 mila nei 10 mesi successivi al lancio), il gigante americano dell’hardware lanciò Microsoft nell’orbita. Sarebbe stato più logico che IBM acquistasse direttamente il software e l’installasse sulle proprie macchine cedendo la licenza anche agli altri produttori di hardware. Se così fosse stato non avremmo avuto “il fenomeno Gates”, così come se Tim Paterson, creatore di Q-DOS, non avesse ceduto il suo programma a Microsoft ma ad IBM sarebbe lui l’uomo più ricco del mondo“.

Bill Gates

Oggi gran parte del lavoro di Bill Gates consiste nell’incontro personale con i consumatori e nella gestione della struttura di Microsoft, che vanta diramazioni in ogni parte del mondo. Gates prende parte anche nello sviluppo tecnico e nell’elaborazione delle strategie che concernono i nuovi prodotti.

Oltre ad essere appassionato di computer, Gates si occupa anche di biotecnologie. E’ nel consiglio di amministrazione di ICOS Corporation e del Chiroscience Group, nel Regno Unito, e di un distaccamento del medesimo gruppo a Bothell.

Inoltre ha fondato la Corbis Corporation, per raccogliere un archivio digitale di immagini da collezioni pubbliche e private in ogni parte del pianeta. Ha investito in Teledesic, una compagnia che ha lavorato a un ambizioso progetto di lancio di centinaia di satelliti intorno alla Terra, per creare la possibilità di una rete di servizio efficiente per il narrowcasting.

Il grande imprenditore è sposato con Melinda, ed insieme a lei è impegnato in una serie di iniziative a carattere filantropico ad ampio raggio. Si occupano sia del miglioramento dell’educazione che del miglioramento della salute a livello globale. A testimonianza del loro impegno non solo di facciata, hanno messo a disposizione più di sei miliardi di dollari per raggiungere questi obbiettivi.

All’inizio del 2008 Bill Gates invoca l’inizio di una nuova era all’insegna del “capitalismo creativo”, concetto con cui vuole intendere un sistema in cui i progressi tecnologici compiuti dalle aziende non vengano sfruttati solo per produrre profitto, ma anche per portare sviluppo e benessere soprattutto nei luoghi dove ce n’è più bisogno, cioè nelle aree del mondo dove vi è più povertà.

Dopo trentatré anni di leadership, il 27 giugno 2008, rassegna ufficialmente le proprie dimissioni da presidente lasciando il suo posto al suo braccio destro Steve Ballmer. Da allora Bill Gates si dedica a tempo pieno insieme alla moglie alla sua Fondazione.

Frasi di Bill Gates

La prima regola di ogni tecnologia usata negli affari è che l’automazione applicata ad un’operazione efficiente ne ingrandirà l’efficienza. La seconda è che l’automazione applicata ad un’operazione inefficiente ne ingrandirà l’inefficienza.

Bill Gates

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