Cattolica-Violenza sessuale sulla ex, le ha rotto una mascella

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venerdì, 02 aprile 2021

a cura di Vanni Zagnoli

Cattolica – I carabinieri ieri pomeriggio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un pregiudicato siciliano di 52 anni, da tempo residente a Cattolica, per violenza sessuale aggravata e lesioni personali ai danni di una donna con cui aveva intrattenuto una breve relazione sentimentale. Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore Davide ERCOLANI, hanno fatto emergere una relazione malata tra la vittima ed il suo carnefice, con il quale lo scorso 10 marzo la donna aveva trascorso una notte in albergo.

I fatti risalgono all’inizio del mese di Marzo, al pronto soccorso dell’Ospedale di Cattolica i Carabinieri sono stati informati dell’arrivo di una donna con il volto tumefatto. Subito attivate le procedure del caso, i carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire i fatti.

Da quanto ricostruito, l’uomo l’avrebbe costretta dapprima ad assumere cocaina e successivamente ad avere ripetuti rapporti sessuali conditi da schiaffi e pugni che le hanno provocato la frattura della mascella. Un episodio che ha rappresentato il culmine di una storia di violenze cominciate nel settembre 2020 quando la donna, sotto minaccia di un coltello, era stata costretta a praticare un rapporto orale. Sotto l’effetto di cocaina avrebbe più volte violentato l’ex fidanzata, puntandole un coltello alla gola e picchiandola fino a romperle la mascella. Violenza sessuale e lesioni personali le accuse nei confronti di un pescatore siciliano di 52 anni, arrestato ieri dai carabinieri della Tenenza di Cattolica, in esecuzione di un’ordinanza cautelare in carcere, richiesta dal sostituto procuratore di Rimini, Davide Ercolani. Per il gip, Benedetta Vitolo, che ha accolto la richiesta della Procura e ha disposto l’arresto. La donna sarebbe stata vittima di reiterate violenze perpetrate sotto l’influenza di cocaina. L’episodio più grave, secondo quanto ricostruito, di marzo, quando la donna per sottrarsi alla violenza dell’uomo si era rifugiata nel bagno della camera del residence dove lui l’aveva rinchiusa.