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Dizzy Gillespie Quintet-(Jazz 625) 1966. Pubb. da Orlando Sanchez

Dizzy Gillespie

Dizzy Gillespie

Biografia  Gli albori del moderno jazz

John Birks Gillespie, detto Dizzy, nasce a Cheraw (nello stato del South Carolina, USA) il giorno 21 ottobre 1917, ultimo di nove fratelli. Il padre, che era solito picchiare i figli, muore quando Gillespie ha solo dieci anni. Inizia a suonare la tromba da autodidatta all’età di dodici anni, quasi per gioco. Nonostante viva in povertà, riesce ad ottenere una borsa di studio all’istituto di Laurinburg (North Carolina), ma non la sfrutterà appieno.

Lascia la scuola nel 1935 senza completare gli studi e si trasferisce a Philadelphia alla ricerca di un lavoro come musicista a tempo pieno. Inizialmente si unisce a Frankie Fairfax ed esegue la sua prima registrazione nella band di Teddy Hill nella quale sostituisce Roy Eldridge.

Alla fine degli anni ’30 Gillespie si mette in luce nelle orchestre di Teddy Hill, Lucky Millinder, Cab Calloway, Jimmy Dorsey e Lionel Hampton come uno dei migliori seguaci di Roy Eldridge. In quegli anni incontra diversi colleghi che lo ispirano indirizzandolo verso uno stile più moderno.

Nei primi anni ’40 inizia a frequentare il Minton’s Playhouse, un locale notturno di New York dove insieme iniziava a muovere i primi passi il nuovo jazz. Con il bassista Oscar Pettiford e il batterista Kenny Clarke fonda un gruppo divenuto poi leggendario e che sarebbe stato considerato la prima formazione bop della storia. Le jam session notturne del Minton’s diventano trampolino di lancio per alcuni dei grandi nomi del jazz moderno, tra cui Thelonius Monk, Bud Powell, Max Roach, ma anche Charlie Christian. E’ in questo locale che si può dire sia nato lo stile “bebop”.

Nel 1943 l’ingresso nell’orchestra di Earl Hines è un momento molto importante per la carriera di Dizzy Gillespie. Insieme a Charlie Parker e ad altri giovani neo-boppers viene indirizzato da Billy Eckstine, cantante e grande star della band, cui si deve pure l’arrivo di Sarah Vaughan. Non dura molto il rapporto con Fatha Hines: andatosene Eckstine, dopo poco scappano pure Dizzy, Parker e gli altri, compresa la Vaughan. Nel 1944, tutti questi nomi insieme a Gillespie vengono ingaggiati nella nuovissima orchestra di Eckstine: per Dizzy c’è pure il ruolo di direttore musicale. Grazie a questa band ed ai tre anni in giro per l’America, il be-bop si fa conoscere.

Miles Davis, nella sua autobiografia ricorda: “Bird è stato lo spirito del movimento bebop, ma Dizzy ne era la testa e le mani, era lui che teneva insieme tutto“.

Di lui il giornalista e scrittore italiano Flavio Caprera ha detto: “E’ stato colui che ha dato vita al bepop assieme a Charlie Parker e al grande pianista Bud Powell. A differenza del sassofonista, che era istinto allo stato puro, Gillespie sapeva organizzare la sua genialità e mettere sulla carta le sue note rivoluzionarie“.

Tra le composizioni di Gillespie ricordiamo “Groovin’ High”, “Woody n’ You”, “Anthropology”, “Salt Peanuts” e la celeberrima “A Night in Tunisia”, pezzi rivoluzionari per l’epoca, quando il genere più diffuso era comunque lo swing. Il carattere rivoluzionario del bebop si riflette anche nello stile di vita: di fatto gli afro-americani conoscono un periodo in cui abbracciano un nuovo modo di porsi. I musicisti neri si stavano riappropriando della loro musica “nera”, il jazz, edulcorato dallo swing delle orchestre “bianche”.

Lasciato Charlie Parker – il quale chiama a suonare Miles Davis – nel 1947 Gillespie forma un quintetto con il pianista John Lewis e con Milt Jackson, Kenny Clarke e Ray Brown, in pratica la futura formazione del “Modern Jazz Quartet”.

 

 

-Gillespie suona anche in piccole formazioni,

ma preferisce quelle numerose, dove può far emergere il carattere di leader, dove si mette in luce come solista e nello stesso tempo come intrattenitore del palcoscenico. Il suo atteggiamento ilare e allegro diventa una caratteristica distintiva delle sue esibizioni dal vivo. Durante la carriera sono diverse le formazioni che suonano sotto il cappello di “Dizzy Gillespie Big Band”, che si esibiscono spesso anche in Europa, ma che finiscono per sciogliersi perché troppo difficili da sostenere economicamente.

Verso la fine degli anni ’40 Dizzy Gillespie comincia ad interessarsi alla musica caraibica e sudamericana. L’inserimento dei ritmi afro-cubani nel contesto di una jazz band è uno dei primi tentativi riusciti di fusion tra generi diversi. Composizioni importanti di questi anni sono “Manteca” e “Tin Tin Deo”.

Negli anni ’50 inizia ad utilizzare la sua caratteristica tromba con la campana piegata verso l’alto, divenendo un’icona riconoscibile per l’estensione del rigonfiamento delle sue guance mentre soffia potenti riff nel suo bocchino.

Negli anni ’60 si propone provocatoriamente come candidato alla presidenza degli Stati Uniti, promettendo di ribattezzare la “Casa Bianca” “Casa del Blues”, di nominare Ray Charles a capo della Biblioteca Nazionale, Malcolm X a capo della sezione legalità e Miles Davis capo della CIA.

Nel 1979 pubblica la sua autobiografia, “To be or not to bop”. Negli anni ’80 guida la United Nations Orchestra. Negli ultimi anni di vita rallenta molto la sua attività, dedicandosi più che altro all’insegnamento. Spesso ospite in Italia, la città di Bassano del Grappa gli conferisce la cittadinanza onoraria; qui fonda la locale Scuola popolare di musica, oggi a lui intitolata.