Regione Emilia-Romagna, Europa Verde ha sollecitato la Giunta a fare luce sul fenomeno del bracconaggio

/a cura di FrancescoSprocatti/

Bologna, 22 ottobre 2021 – Con l’interrogazione discussa oggi in Commissione Politiche economiche dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Europa Verde ha sollecitato la Giunta a fare luce sul fenomeno del bracconaggio, in particolare con riferimento alle zone umide delle province di Ravenna e Ferrara, ritenute le più interessate da questa attività illegale. Per bracconaggio si intendono la caccia a specie protette, l’attività venatoria effettuata in tempi o aree di divieto, la caccia effettuata con modalità e mezzi vietati, la cattura di altri animali usati come richiami vivi nell’attività venatoria.

A conferma dell’esistenza del fenomeno, lo scorso febbraio è stata effettuata l’operazione Delta del Po 2021 condotta dai carabinieri con il supporto della Lipu e del Cabs (Committee Against Bird Slaughter). Il bilancio è stato di 22 denunce e un arresto. Sono stati sequestrati 21 fucili, nove richiami acustici vietati, 6.400 cartucce, oltre mille uccelli, tre macchinari per spiumare i volatili e un sito dove veniva esercitata la macellazione clandestina. Dalle informazioni raccolte risulta che in provincia di Ravenna negli ultimi anni l’attività della Polizia Provinciale ha riguardato prevalentemente il contrasto alle catture abusive di avifauna e al mercato nero dei richiami vivi. Nell’interrogazione Europa Verde ha chiesto a) se sia stato previsto il monitoraggio costante del fenomeno del bracconaggio al fine di contrastarlo, b) di chiarire se le Polizie provinciali abbiano o meno adeguate dotazioni di uomini, mezzi e risorse per una efficace vigilanza sull’attività venatoria e la repressione del bracconaggio c) di valutare l’opportunità di abolire la caccia effettuata con l’impiego di richiami vivi sia per evitare enormi sofferenze agli animali utilizzati come esche, sia per stroncare il mercato nero dei richiami vivi.

Quello che avviene in diverse aree dell’Emilia-Romagna è inammissibile. C’è chi in barba alla legge si arricchisce illegalmente a scapito degli animali attraverso il commercio sul mercato nero di uccelli catturati illegalmente e usati come richiami vivi – afferma Silvia Zambonicapogruppo di Europa Verde e vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna –. Dalle informazioni acquisite dal gruppo consiliare Europa Verde, risulta che i bracconieri si dividono il territorio in cui esercitano le loro attività illegali difendendo i “loro” siti anche in modo violento con minacce e ritorsioni. In una sola notte si può arrivare a catturare fino a 800 esemplari, numeri che consentono ai bracconieri di realizzare considerevoli guadagni, considerato che il prezzo al mercato nero varia da 40 a 60 euro per esemplareSi tratta di un fenomeno che interessa tutta la costa emiliano-romagnola e del Veneto e che va represso con determinazione. Per questo sono soddisfatta dalla risposta ricevuta dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, che ha riconosciuto l’esistenza del fenomeno confermando la volontà della Regione di operare per reprimerlo. L’assessore ha annunciato l’impegno della Giunta a coinvolgere le prefetture per ottenere un quadro più chiaro del fenomeno. Ho apprezzato anche l’onestà con cui Mammi ha ammesso le difficoltà economiche e di frammentazione della vigilanza a seguito del riordino istituzionale che attribuisce alla Regione una funzione amministrativa e alle province una funzione più specificatamente di controllo e repressiva. Per quanto riguarda il divieto di utilizzo dei richiami vivi nell’attività venatoria, come Europa verde cercheremo di intervenire presso il parlamento per modificare la normativa nazionale. Com’è noto, noi Verdi siamo storicamente contrari alla caccia tout-court. Contiamo però sul fatto che anche chi la pensa diversamente da noi concordi sulla nostra richiesta di abolire almeno quei metodi venatori che generano estreme sofferenze agli animali e che alimentano il mercato nero della vendita di uccelli come la caccia effettuata tramite l’uso di richiami vivi”.