A Bologna e provincia, Ferrara, Modena, Forlì. Omaggi a Charlie Parker, Steve Grossman e David Bowie

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BOLOGNA,  16 ottobre 2020

Musica, torna il Bologna Jazz Festival dal 30 ottobre al 15 novembre: 24 concerti in quattro città

A Bologna e provincia, Ferrara, Modena, Forlì. Omaggi a Charlie Parker, Steve Grossman e David Bowie. Felicori: “Rassegna importante e coraggiosa”

Bologna Jazz Festival 2020_ Francesco CafisoUn autunno all’insegna di celebrazioni importanti e di omaggi a grandi musicisti. E’ la nuova edizione del Bologna Jazz festivaldal 30 ottobre al 15 novembre, con un raggio d’azione che tocca, in 22 concerti e 2 anteprime, più luoghi: Bologna e provincia, Ferrara, Modena e Forlì. Un festival ricco di iniziative, con mostre, premi e attività formative, e che si conferma anche itinerante grazie all’Autobus del jazz, un’icona viaggiante della kermesse jazzistica.

La rassegna è innanzi tutto dedicata a un centenario importante, quello della nascita del sassofonista newyorkese Charlie Parker, tra ai fondatori del bebop, la cui celebrazione è affidata tre sassofonisti d’eccezione: Francesco Cafiso, Mattia Cigalini, Jesse Davis. E poi al sentito saluto a Steve Grossman, scomparso nell’agosto scorso, sassofonista e compositore imponente della storia jazzistica molto legato alla scena musicale bolognese. Tra gli omaggi anche quello a David Bowie, stella del pop che ha influenzato anche il mondo del jazz, a cui Paolo Fresu dedica un progetto monografico. Attorno a questi omaggi si svilupperà il programma del festival.

E infine non solo musica ma anche mostre, come quella al Museo della musica di Bologna dedicata a Steve Grossman, attività didattiche legate al premio “Massimo Mutti”, presentazioni editoriali (il cd dell’ERJ Orchestra), seminari di formazione (con la contrabbassista toscana Silvia Bolognesi) e lezioni musicali “Jazz Insights” (con Emiliano Pintori).

Ci saranno anche due anteprime: il 22 ottobre all’Auditorium Manzoni a Bologna con Il trio The Com et is Coming, e il 24 ottobre al Torrione Jazz Club di Ferrara, con la band Cosmic Renaissance del trombonista Gianluca Petrella.

All’iniziativa,  illustrata  questa mattina a Bologna, hanno partecipato l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori (con un video messaggio), l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna  Matteo Lepore, il presidente dell’Associazione Bologna in Musica – Bologna Jazz Festival Federico Mutti,  il direttore artistico Francesco Bettini, la presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna Giusella Finocchiaro e il consigliere di amministrazione di Coop Alleanza 3.0, Simone Fabbri.

Il festival si svolgerà in grandi teatri bolognesi: il Duse e l’Auditorium Manzoni e tra un appuntamento e l’altro, si inserirà anche la vivace scena dei jazz club, con l’opportunità di ascoltare musica anche dopo gli spettacoli fino a tarda notte (Camera – Jazz & Music Club).

Grazie alla collaborazione con BilBOlbul – Festival Internazionale di fumetto, è stato coinvolto il noto illustratore Paolo Bacilieri, che ha realizzato una serie di disegni originali per l’immagine del BJF 2020. Queste opere saranno anche esposte sull’Autobus del Jazz e sulle bacheche di CHEAP on board.

Il Bologna Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Bologna in Musica con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Bologna Città della Musica Unesco, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Gruppo Unipol, Coop Alleanza 3.0, Tper, Città Metropolitana di Bologna, Peugeot e del main partner Gruppo Hera.

Approfondimenti

Siamo di fronte a un festival molto importante, che si svolge in momenti di difficoltà grazie al coraggio e all’ intelligenza degli organizzatori. La Regione si sta battendo affinché le giuste e sacrosante misure per la sicurezza da Covid non restringano ulteriormente la vita dei teatri che si trova già in situazione di massima sicurezza rispetto a tutti gli altri ambiti sociali.

Apprezzo le caratteristiche del festival. Un festival diffuso, un misto tra grandi sale e piccoli jazz club, con il coinvolgimento anche di Ferrara che nel Torrione ha un luogo formidabile per la realizzazione dei concerti. In particolare sono molto felice dell’omaggio a Grossman, che ho conosciuto e che fu protagonista indimenticabile nell’edizione JazzBO ‘90, a cui ho attivamente contribuito. Questa esperienza andrebbe ripetuta in futuro, poiché la permanenza di Grossman a Bologna, ha fatto crescere l’ambiente del Jazz, in particolare dei fiati. Mi piacerebbe quindi realizzare un programma di residenze e chiamare i grandi jazzisti del mondo a vivere a Bologna anche per lungo periodo, a fare scuola e a trasmettere le loro capacità professionali e musicali all’ambiente jazzistico della regione. In questa situazione è praticamente impossibile ma questa maledizione finirà e si ricomincerà a vivere alla grande, anche meglio di prima del Covid.